Agosto, l?inflazione cresce ancora
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fonte:
- L`Unione Sarda
Agosto, l?inflazione cresce ancora
L?Istat corregge le stime: il costo della vita sale del 2,4%
ROMA L?inflazione di agosto è stata rivista ieri al rialzo, un po? a sorpresa, dall?Istat e si è riaccesa immediatamente la polemica. Sempre vive, soprattutto negli animi di consumatori e sindacati, le recenti controversie sul reale livello dei prezzi al consumo e sugli effetti che i rincari comportano per le tasche dei cittadini, le reazioni non hanno tardato ad arrivare quando l?istituto di statistica ha fatto sapere che il carovita di agosto non si è più attestato al 2,3% come stimato in precedenza, ma è salito al 2,4%.
A poco sembrano valse anche le spiegazioni dei tecnici secondo cui la revisione dei dati è semplice conseguenza di un gioco matematico di arrotondamenti. «Altro che mere ragioni statistiche hanno indotto l?Istat a correggere dati alla camomilla di agosto»: sono stati la mobilitazione dei cittadini, lo sciopero della spesa del 12 settembre e le altre battaglie a far correggere numeri «ancora troppo sottovalutati», è stata infatti la risposta delle principali organizzazioni di utenti di fronte a questo episodio, peraltro non molto usuale (nella maggior parte dei casi il dato definitivo dell?Istat sui prezzi al consumo conferma la stima preliminare).
Le rassicurazioni di Governo e Confindustria, d?altra parte, non sono riuscite a placare neanche i sindacati. Di fronte ad un carovita tornato ai livelli di fine 2001, infatti, i rappresentanti dei lavoratori tornano ad avanzare l?esigenza di rimettere mano ai contratti per garantire ai cittadini il recupero del potere d?acquisto visto che ormai le intese basate su un?inflazione programmata all?1,4% sono fuori dalla realtà.
Nessuna preoccupazione, l?inflazione «è sotto controllo», ha gettato acqua sul fuoco il ministro per le Attività Produttive, Antonio Marzano, ma i responsabili della Cisl chiedono una «terapia d?urto» da parte del governo per porre sotto controllo prezzi e tariffe e alla Confindustria mandano a dire di cambiare atteggiamento nelle trattative contrattuali concedendo aumenti salariali. Un invito che spinge però il capo economista degli industriali, Giampaolo Galli, a ribattere ai sindacati che la loro «è una partita a perdere» se continua a criticare il tasso di inflazione programmato. Unico mezzo, quest?ultimo, che, secondo Galli, può permettere di tenere i prezzi sotto controllo facendo così recuperare crescita e competitività.
L?appello alla moderazione salariale non convince tuttavia neanche gli altri principali esponenti del sindacato: la correzione Istat, dice il numero due della Uil Adriano Musi, «è la conferma di quanto sia necessario e fondamentale perseguire una politica salariale che possa ridare potere d?acquisto alle retribuzioni e capacità di consumo alle famiglie, il che aiuta a far crescere l?economia». E se per gli esponenti dell?Ugl l?inflazione programmata «non è un dogma», la responsabile per le politiche economiche della Cgil, Marigia Maolucci, sottolinea che «il Dpef e il Patto per l?Italia risultano non confermati dai dati sulla crescita e sull?inflazione» e che entrambi «non corrispondono ai problemi reali del Paese e non ci aiutano in questa situazione».
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