15 Settembre 2002

Prezzi esposti più trasparenza

Prezzi esposti più trasparenza

OSTUNI Sensibilizzare gli esercenti commerciali della «Città Bianca» a non aumentare i prezzi, ad esporli sulle merci o nei locali di vendita e ad avere comportamenti chiari; questo il fine della campagna che sarà lanciata dall`assessorato alle Attività produttive del Comune (delegato, arch. Giuseppe Ciraci) con lo slogan: «Prezzo in chiaro».
Uno dei punti qualificati del protocollo d`intesa che è stato siglato dall`assessore Ciraci con i rappresentanti delle organizzazioni: Minetti, Gioia e Rolli della Confcommercio; Leonardo Andriola della Confesercenti, Vitale, presidente provinciale del Codacons e Graziantonio Turi degli ambulanti.
Si vogliono raggiungere le finalità di «salvaguardare un corretto rapporto tra esercente e consumatore» e la campagna punta alla sensibilizzazione di tutti i commercianti al fine di giungere ad una omogenea e reale attuazione della norma riguardante la pubblicità dei prezzi sulle merci (art. 14 del decreto legislativo n. 114 del 31 marzo 1998).
Sarà un bollino che indicherà quale sarà l`esercizio commerciale che attua «Prezzo in chiaro», mentre l`iniziativa oltre a recepire le istanze normative tende a scoraggiare il verificarsi di improvvisi e generalizzati nonché immotivati aumenti dei prezzi non supportati da reali esigenze di mercato.
Nel corso della riunione si è anche parlato della regolarizzazione degli ambulanti extracomunitari e dell`attivazione di un tavolo concertato (coordinato dallo stesso assessore) per la valutazione e l`attuazione sul territorio della campagna riguardante il commercio.
«Il tavolo di concertazione – ha sottolineato Ciraci – avvalendosi degli strumenti messi a disposizione dell`assessorato alle Attività produttive, terrà sotto costante monitoraggio l`andamento dei prezzi al consumo negli esercizi di vendita al fine di verificarne l`omogeneità agli andamenti nazionali e regionali o di aree omogenee».
Oltre all`esposizione e alla pubblicità dei prezzi, nel corso dell`incontro dove si è sottoscritto il «protocollo d`intesa» si è parlato dei problemi igienico-sanitari: esposizione delle merci ortofrutticole sui marciapiedi a contatto con smog, polvere e mani degli utenti. E poi degli arrotondamenti in eccesso, commercianti non al passo con i tempi sulla conoscenza della lingua straniera e consumatori non preparati al passaggio dalla lira all`uso dell`euro. Le famiglie, sempre con lo stesso stipendio, hanno ridotto di molto le spese e questo ha avuto un riflesso sui consumi; ecco perché non bisogna aumentare i prezzi, contenerli al massimo e venire incontro a tutta una attività che va subito in crisi mentre al commerciante spetta l`onere di salvaguardare un buon rapporto con i consumatori.

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