14 Settembre 2002

«Scarpe, borse e vestiti: stop agli aumenti»

L?assessore Predolin: finalmente il dialogo porta risultati concreti. Il Codacons: iniziativa positiva ma arriva un po? tardi

«Scarpe, borse e vestiti: stop agli aumenti»

L?Unione del commercio: prezzi bloccati per la stagione autunno-inverno. Una scelta per rilanciare gli acquisti

Il cappotto nuovo, un pantalone con la vita che più bassa non si può o un bel paio di stivali alla moda. Per chi ha pensato a uno di questi acquisti, arriva l?incoraggiamento dei commercianti: a Milano i prezzi di calzature, borse e abbigliamento per questa stagione autunno-inverno non aumenteranno rispetto alla scorsa primavera. «Si tratta di un?iniziativa a vantaggio dei consumatori ma anche a favore dei negozianti – dice Renato Borghi, vice presidente dell?Unione del commercio e presidente di Ascomoda -. La contrapposizione tra consumatori ed esercenti non serve a nulla. Al contrario, dovremmo puntare su un obiettivo comune di grande rilievo: uscire dalla situazione di stallo dei consumi».
Secondo l?Unione del commercio la scorsa primavera-estate i prezzi di abbigliamento e calzature erano saliti di una percentuale pari al 2,5 per cento. «Un incremento per nulla esoso. Ma il problema resta. Non a caso i negozi del nostro settore hanno avuto un calo degli acquisti del 10-15 per cento», lamenta Borghi. Ma come sarà possibile controllare che effettivamente i negozi del settore si adeguino alla linea concordata? «Abbiamo consultato i nostri associati e non è mancata la discussione. Posso dire che si tratta di una scelta condivisa».

RISTORANTI – La decisione dei negozianti della pelle e dell?abbigliamento di mettere uno stop ai prezzi segue una presa di posizione simile arrivata nei giorni scorsi da altre due categorie: quella dei panificatori e quella degli ambulanti. Sulla stessa linea stanno cominciando a muoversi i pubblici esercizi. Alcuni ristoranti della cerchia dei Bastioni hanno cominciato, come segno di buona volontà, a scontare il costo del coperto all?ora di pranzo. Si sta discutendo sulla possibilità di estendere la stessa misura a tutta la categoria.

CONSUMATORI – Tra coloro che accolgono con maggiore soddisfazione l?impegno assunto dai negozianti dell?abbigliamento c?è l?assessore comunale al Commercio, Roberto Predolin: «Finalmente la politica della gradualità e del dialogo porta risultati concreti», commenta. Positivo anche il Movimento consumatori: «Gli accordi categoria per categoria sono il modo migliore per responsabilizzare i commercianti», dice il presidente lombardo Alessandro Miano. Una nota polemica arriva, invece, dal Codacons. Chiosa il presidente lombardo, Marco Donzelli: «Gli accordi vanno bene, ma arrivano un po? tardi. I negozianti del tessile-abbigliamento si sono decisi ad abbassare i prezzi quando ormai era inevitabile dare un taglio ai listini. Non per favorire i consumatori, ma per recuperare le quote di mercato perse la scorsa stagione».

AFFITTI UNDERGROUND – La categoria dei commercianti da una parte fa dichiarazioni di morigeratezza, dall?altra si lascia andare a qualche lamentela. «Faremo il possibile per frenare la crescita dei prezzi, nonostante i diversi ostacoli che incontriamo sulla nostra strada. A partire dal costo degli affitti», dice il presidente di Ascomoda, Renato Borghi. E aggiunge: «Conosco associati che si trovano a rinnovare contratti d?affitto con prezzi addirittura triplicati. Poi c?è la questione dell?Atm. Nei mezzanini della metropolitana scadranno entro dicembre un centinaio di contratti di affitto intestati a negozianti. Bene: il prezzo di rinnovo è moltiplicato per sei. Un incremento davvero ingiustificato». Secondo Borghi la questione ha un aspetto sociale da non trascurare. «La presenza dei negozi nei sottopassaggi dei metrò aumenta la sicurezza dei cittadini. Le vetrine sfitte sono già molto numerose. Se passerà questa linea, rischiano di diventare molte di più».
Sulla questione non è ancora detta l?ultima parola. Lo stesso assessore al Commercio se ne sta interessando. «Ho parlato con l?Atm – dice Predolin – stiamo valutando il da farsi».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this