13 Settembre 2002

Il caro prezzi diventa un rebus

IERI MATTINA IN PIAZZA SAN SECONDO LA PROTESTA DI ALCUNE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI

Il caro prezzi diventa un rebus

L´inflazione ad Asti sotto la media nazionale

ASTI.

Rincari da euro? A sentire chi ogni giorno va a fare la spesa, con la nuova moneta unica «i soldi non bastano mai»; eppure i dati ufficiali, anche ad Asti, non fotografano aumenti rilevanti rispetto ad un anno fa. LA PROTESTA. Ieri le associazioni dei consumatori sono scese in campo per protestare contro gli «aumenti ingiustificati» che avrebbero toccato soprattutto i prodotti agroalimentari. «Intesa» (che raggruppa Adoc, Federconsumatori, Asdubef e Codacons) ha indetto «lo sciopero della spesa» (non si hanno dati sulla sua riuscita nell´Astigiano). In città, invece, Adiconsum e Movimento difesa del cittadino (che aderiscono al cartello «Coalizione dei consumatori») hanno promosso un volantinaggio in piazza San Secondo con distribuzione di cartoline da inviare alla Presidenza del Consiglio dei ministri con la scritta «Stop al caro prezzi». «Non aderiamo allo sciopero della spesa perché riteniamo che sia un´iniziativa strumentalizzabile da parte dei partiti – spiega Riccardo Sammartano responsabile astigiano di Adiconsum – Gli aumenti ci sono stati soprattutto nel reparto ortofrutticolo, nelle Rc auto e nelle tariffe pubbliche: basta l´esperienza di ognuno di noi per confermarlo. Il nostro invito ai consumatori è di selezionare quei negozi che hanno applicato rincari dagli altri che si sono comportati correttamente». Adicosum ha anche presentato alcune richieste al Comune: la costituzione di un Osservatorio dei prezzi per segnalare aumenti speculativi e i negozi e i supermercati con prezzi contenuti; l´apertura di punti vendita rionali «dal produttore al consumatore». I DATI SULL´INFLAZIONE. Eppure ad Asti proprio l´euro sembra aver portato effetti opposti. All´Ufficio Studi della Camera di commercio è disponibile l´Indice dei prezzi al consumo elaborato dall´Istat e riferito alla città: fatto base 100 sul 1995, il costo della vita a luglio risultava essere 117,8 contro una media nazionale di 118; ad inizio anno il raffronto era 116,4 contro 116,5. Mentre lo scorso anno, il rapporto era diverso e il costo della vita ad Asti risultava leggermente superiore alla media nazionale. Dati che si basano sui rilievi effettuati dall´Ufficio Statistica del Comune: «Registriamo periodicamente e secondo le indicazioni che arrivano dall´Istat una serie di prezzi di prodotti inseriti nel cosiddetto paniere – spiegano Carlo Ponzo, responsabile del Servizio, e Giampiero Baino, rilevatore – in generale si può dire che con l´euro non si sono registrati grossi sbalzi, tranne che per l´ortofrutta, soggetto, però, anche agli effetti del maltempo». I rilevamenti (fatto solo sui prodotti del paniere Istat ritenuto non più adeguato dalle associazioni di consumatori) vengono effettuati in negozi e grande distribuzione, escludendo invece i mercati. E se ieri, in piazza Catena le pesche variavano tra gli uno e i 2 euro, c´è chi ricorda che un anno fa al massimo si pagavano 3 mila lire.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this