In milioni «boicottano» la spesa
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fonte:
- Il Piccolo
Al Nord il 20-25% dei consumatori ha scioperato, al Sud quasi il 50%
ROMA – C`è chi azzarda addirittura la cifra di 20 milioni di italiani. Esagerazioni, ma è sicuro che le adesioni allo sciopero della spesa indetto ieri dal gruppo di associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) unito sotto la signa Intesa non hanno deluso le aspettative degli organizzatori. Certo, la protesta non è stata omogenea, ogni città ha risposto a modo suo ad una mobilitazione che comunque è stata ben più vasta di quella del 5 luglio scorso.
Stando alle cifre fornite, il Sud, con punte del 45-50% di partecipazione, ha battuto di gran lunga il nord con il 30%. Le percentuali di 4 città campione raccolte tra le 8.00 e le 9.00 del mattino, orario in cui sono stati monitorati bar, caffetterie, edicole, piccoli mercati rionali, vedevano già a Milano un`astensione dagli acquisti da parte dei cittadini vicina al 20%, Firenze al 23%, Napoli al 35% e Catania al 40%. Un andamento le cui percentuali, seppur aumentate con il passare delle ore, è rimasto invariato.
A poco sono valse le critiche lanciate da Bologna dal ministro delle Politiche Agricole Giovanni Alemanno, secondo il quale si «tratta di un`iniziativa molto forte, che rischia di squilibrare il mercato perchè non dà segnali di fiducia». A fine giornata i numeri resi noti dalle associazioni, danno Milano con il 22% delle astensioni, Torino con il 32%, Bologna con il 30%, Firenze con il 25%, Roma con il 38%, Napoli con il 45%, Bari con il 48% e Catania con il 50%. Ma i consumatori hanno fatto sentire il loro sostegno all`Intesa non solo astenendosi dagli acquisti. Sono state 82.000 le telefonate ricevute nelle sedi delle quattro associazioni; 30.000 le e-mail, 335.000 i messaggi sms e migliaia i fax.
Protesta contro i negozianti dunque in tutte le sue forme, ma anche contro il Governo. Ieri mattina infatti l`Intesa ha organizzato un sit-in davanti alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio «per testimoniare l`opposizione agli aumenti selvaggi e incontrollati dei prezzi, che falcidiano i redditi e rendono più difficile la vita dei cittadini». «Se il governo continuerà nella sua politica di mantenimento dell`inflazione programmata ai vecchi livelli – ha detto il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti – infliggerà un duro colpo all`economia: la minore capacità d`acquisto delle famiglie crea una contrazione dei consumi, innescando un circolo vizioso che danneggia anche i commercianti».
Le cifre fornite dalle associazioni sono state però contestate. Confcommercio è drastica: «danno i numeri al Lotto», «non ci sono riscontri reali di caratteri statistico». Per molti operatori ieri è stato un giorno come un altro. Il gruppo Coop, ad esempio, ha reso noto che in più di 1.200 punti vendita tra iper, supermercati e negozi di prossimità il flusso delle persone è stato normale. Nessuna flessione denunciata anche per la Gs spa nei 941 punti vendita tra ipermercati Carrefour e supermercati. Ma in un certo senso la mobilitazione non ha risparmiato nemmeno loro.
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