13 Settembre 2002

Fallito lo sciopero della spesa

Condannata anche dalla scarsa pubblicità, è naufragata l`iniziativa contro gli aumenti dei prezzi. Pieni i supermercati

Fallito lo sciopero della spesa

Beffata dalle offerte speciali la protesta di Assoconsumatori

Alle casse del «Famila» si sono presentati più clienti del solito

E` fallito miseramente lo sciopero della spesa indetto ieri anche a Padova da Federconsumatori, Codacons, Adoc e Adusbef in segno di protesta contro gli eccessivi aumenti imposti ai beni di prima necessità dai commercianti. Colpevoli, secondo la denuncia delle associazioni citate, di aver approfittato del passaggio da lira in euro per azzardare arrotondamenti al rialzo. Un grido di dolore lanciato anche dall`Istat e avvertito in tutta Italia, ma che al momento del «dunque» gli acquirenti hanno dimenticato.
E così ieri super e ipermercati hanno registrato l`afflusso di sempre: in città non si è avvertita alcuna flessione nelle vendite di alimentari, a differenza di quanto avvenuto durante il primo stop allo shopping, deciso dai medesimi promotori lo scorso 31 luglio. In quell`occasione gli organizzatori vantarono il successo di un`operazione capace di coinvolgere, a livello nazionale, un consumatore su tre. Un preludio al quale non è però seguito l`auspicato bis.
I motivi del flop? Due, secondo commercianti e clienti: la scarsa pubblicizzazione dell`evento e il boom di offerte speciali, sconti, promozioni e panieri a prezzi bloccati fiorito proprio in questo periodo nel mondo delle grandi catene alimentari. Prendi per esempio il Pam di piazzetta Garzeria, ieri mattina affollatissimo anche in virtù del vistoso cartellone che, in vetrina, «strillava» l`elenco di 300 prodotti a costi «inchiodati».
Stesso discorso al Famila di via Fornace Morandi, nel quartiere Arcella. «L`afflusso è aumentato – ha detto un`impiegata – Merito degli articoli sottocosto, la nostra promozione più vantaggiosa, disponibili fino a lunedì».
In sintonia pure la Conad Guizza. «Le presenze sono le stesse degli altri giorni – ha assicurato una dipendente – Lo sciopero non si notato per niente, forse perchè in questa zona risiedono soprattutto anziani, indifferenti a simili iniziative. E sensibili invece alle offerte speciali: fino a sabato proponiamo un paniere di alimentari al costo di 0,50 centesimi/1 euro l`uno. Una tentazione difficile da ignorare».
E così quello snobbato, da anziani, massaie e giovani coppie, è stato lo sciopero. «Non ce ne siamo proprio accorti della protesta», confessano candidamente all`A&O di via Bajardi, a Mortise. «Il lavoro è filato via normale, come in qualsiasi giovedì. Non abbiamo sentito neppure commenti sull`iniziativa delle assoconsumatori, che i nostri clienti non conoscevano».
Indifferenza totale e desolante all`Alì attivo sotto il Salone, in piazza della Frutta. «Nessun problema per l`incasso – ha rivelato un addetto – La manifestazione non importa a nessuno». E` addirittura caduto dalle nuvole un impiegato del Despar di via Vergerio, a Santa Rita. «Sciopero? E chi lo sapeva… anche gli acquirenti ne sono ignari: qui si è constatato il solito trend di presenze».
Solo al Billa di via Facciolati si sono rivelati possibilisti. «Mah, da una prima occhiata al fatturato giornaliero posso dire che l`iniziativa non ha avuto effetto sulle entrate – ha ammesso un responsabile – Forse qualche spesa in meno c`è stata, ma le conseguenze sono impercettibili: siamo in linea con l`andamento abituale. Ho saputo dello sciopero solo stamattina (ieri mattina, ndr) e mi sa che è stato così anche per i consumatori: ecco perchè non hanno avuto il tempo di organizzarsi».
In effetti la sensazione è che la maggiorparte dei padovani abbia avuto sentore della novità quando ormai era già alle casse, col portafoglio in mano…

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