13 Settembre 2002

Spesa: lo sciopero «c`è».Ma i commercianti negano

Un incontro con il prefetto «che si è impegnato a sensibilizzare governo e commissioni bancarie, convocando al più presto un tavolo di trattativa fra imprenditori, commercianti e associazioni dei consumatori con un unico obiettivo: contenere gli aumenti (esagerati!) dall`entrata in vigore dell`euro», assicurano i rappresentanti di Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Adoc, all`uscita dell`incontro con il prefetto, ieri a mezzogiorno.
«Il problema è serio ? si stringe nelle spalle Romeo Romei, segretario regionale Federconsumatori a conclusione del presidio in via Cavour ? . Così non si può andare avanti e l`adesione della gente allo sciopero di oggi (ieri per il lettore, ndr.), lo dimostra». Un vero e proprio record, afferma l`Intesa dei Consumatori, le quattro associazioni promotrici dello sciopero della spesa. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori l`adesione, a livello nazionale, è stata del 40%, con punte del 50% nelle città del sud. «Questo significa ? afferma l`Intesa ? che oltre 20 milioni di cittadini si sono astenuti dall`effettuare almeno un acquisto». Di opinione assolutamente contraria Coop e Esselunga, che sostengono di aver raggiunto lo stesso volume di affari di un qualsiasi giovedì, forse per merito dell`operazione sottocosto iniziata ieri nei nove punti Esselunga e terminata alla Coop. Dal canto suo l`Intesa dei Consumatori ha stimato alte le adesioni allo sciopero della spesa con un`indagine effettuata in 4 città campione ieri mattina: a Firenze, assicura Codacons che ha effettuato un monitoraggio sul campo e telefonico, l`astensione dal fare per lo meno un acquisto era del 23% fra le 8 alle 9, salita al 25% fra mezzogiorno e le 13. «In centro ? smentisce Aldo Cursano, presidente della Fipe-Confcommercio provinciale ? la trentina di esercizi sotto osservazione non hanno minimamente risentito dello sciopero del consumo. Al contrario, grazie a una congiuntura favorevole dovuta ai turisti e alla presenza di operatori in occasione del Gift, il lavoro è aumentato del 15 per cento».
A onor del vero, nei mercati fiorentini pochi ieri sembravano essersi accorti dello sciopero dei consumi, anche se quasi tutti gli intervistati lamentano aumenti ingiustificati e calo di consumi. «Ma quale sciopero dei consumatori ? sbotta un ambulante ? ormai la gente viene a comprare lo stretto indispensabile. E tanti clienti, soprattutto gli anziani, dopo il 20, 22 del mese sono costretti a stringere ulteriormente la cinghia».

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