Caro-euro: niente shopping per protesta
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fonte:
- Il Nuovo.it
Contro i rincari seconda giornata di sciopero degli acquisti indetta da alcune associazioni di consumatori. Sit-in di protesta a Montecitorio e in molte città. Adesioni fino al 40%.
MILANO – “Questa volta scioperiamo noi, e per un giorno non compriamo più niente“. Si replica oggi, dopo il primo appuntamento del 5 luglio, la singolare astensione dagli acquisti promossa da alcune associazioni di consumatori per protestare contro il continuo aumento dei prezzi e la presunta inattendibilità delle rilevazioni Istat sull`inflazione. La partecipazione alla protesta non sembra massiccia, stando ai primi dati, ma nemmeno trascurabile: le prime cifre fornite dalle associazioni dei consumatori, attraverso un primo controlli nei negozi, vedono un calo della spesa del 35% a Napoli, a Catania del 40%, i più bassi a Firenze con il 23% e Milano con il 20%.
A incitare gli italiani a non spendere nella giornata nazionale di sciopero dei consumi sono le associazioni Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc. All`iniziativa hanno aderito anche Cgil, Uil pensionati e l`Ulivo. Oggi così non ci saranno solo “portafogli cuciti“ ma anche alcune manifestazioni pubbliche dei consumatori organizzati, a partire da un sit-in davanti a Montecitorio “per testimoniare l`opposizione agli aumenti selvaggi e incontrollati dei prezzi, che falcidiano i redditi e rendono più difficile la vita dei cittadini“. E davanti alla Camera i consumatori azzardano una stima della partecipazione complessiva allo sciopero della spesa: venti milioni di italiani. “Ma ora bisogna andare avanti – sottolinea Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – superando la fase degli osservatori e delle rilevazioni dei prezzi perché bisogna andare verso una fase di costruzione. Da un lato con il governorispetto ai grandi processi di ristrutturazione dei settori, perché abbatta le tariffe che sono tra le prime in Europa. E poi per quanto riguarda i prezzi basta litigare e denunciare, bisogna fare accordi che portino
risultati concreti alle famiglie.“
“La manifestazione – spiegano gli organizzatori – è contro l`aumento indiscriminato delle tariffe (trasporti, treni, autostrade, farmaci, acqua, gas, luce, telefonia fissa Rc auto, canone Rai, poste) e per il blocco, concordato con commercianti e distributori, dei listini di prodotti di più largo consumo“. Perché gli aumenti, secondo le associazioni dei consumatori, avrebbero provocato un incremento medio di spesa annua, per le famiglie, di circa 950 euro. Al sit-in sono intervenuti anche rappresentanti dei sindacati, di Rifondazione Comunista e dei Verdi. “Se il governo continuerà nella sua politica di mantenimento dell`inflazione programmata ai vecchi livelli – ha detto il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti – infliggerà un duro colpo all`economia. La minore capacità d`acquisto delle famiglie, infatti, crea una contrazione dei consumi, innescando un circolo vizioso che danneggia anche i commercianti“. “Picchetti“ di volontari saranno presenti anche in molte altre città.
Le associazioni suggeriscono anche un loro vademecum del non acquisto. Niente colazione al bar (meglio a casa) e contemporanea astensione da radio, tv e Internet. Telefono e cellulare? Solo per le urgenze. Austerità anche a pranzo e merenda: portateveli da casa, suggeriscono i promotori. E per un giorno anche niente taxi, sigarette, parrucchiere o operazioni bancarie. Perfino l`acqua minerale al bar sarebbe off limits e da sostituire con quella del rubinetto. Se poi passeggiando per strada ci si imbatte in una vetrina luccicante, obbligatorio voltarsi dall`altra parte. Almeno per un giorno.
“Lo sciopero dei consumatori è una iniziativa molto forte, che rischia di squilibrare il mercato perché non dà segnali di fiducia“. Commenta così l`iniziativa il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno. “Il problema degli aumenti dei prezzi – prosegue – va controllato con la realizzazione di Osservatori dei prezzi in cui abbiano il giusto spazio le associazioni dei consumatori“.
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