12 Settembre 2002

Caro-vita, scatta la protesta

Contro l?inflazione che galoppa anche a Como, i consumatori per 24 ore rinunciano agli acquisti e a riempire il carrello

Caro-vita, scatta la protesta: oggi sciopero della spesa

COMO Le associazioni consumatori all?attacco contro inflazioni e rincari. Per oggi infatti è stato indetto da Federconsumatori, Adoc, Codacons e Adusbef il secondo sciopero degli acquisti. L?indicazione per i cittadini è quella di evitare qualsiasi tipo di acquisti, dai carburanti al caffè al bar, dalla spesa al cinema. Una giornata quindi di astensione totale dalle spese, di qualsiasi tipo e costo. L?azione forte è per alzare la voce contro il carovita, per difendere il potere di acquisto e per controlli su qualità, prezzi e tariffe. E? la seconda volta che le associazioni mobilitano la cittadinanza con uno sciopero nazionale degli acquisti. Il primo si è svolto lo scorso 5 luglio e, un po? per il periodo di ferie, un po? per l?informazione non troppo capillare, ha dato riscontri buoni a livello nazionale, ma limitati nel comasco. «In ambito provinciale – ha spiegato ieri la responsabile di Federconsumatori, Mara Merlo – il riscontro è stato modesto, ma questa volta contiamo su una buona adesione a livello trasversale. Invitiamo tutti ad evitare gli acquisti superflui e anche quelli di prima necessità per tutta la giornata. L?effetto che vogliamo ottenere non è il boicottaggio, ma vogliamo dar voce al disagio che stanno vivendo i cittadini a causa dell?impennata dell?inflazione». Inflazione che, a Como, ha raggiunto nel mese di agosto il 2.8% con un aumento rispetto al mese di precedente dello 0.4%. Eppure in genere nel periodo estivo non i rilevano aumenti consistenti, ma quest?anno il record è stato raggiunto proprio nel cuore dell?estate. C?è una seconda iniziativa che vede impegnate le associazioni consumatori, questa volta a fianco della Confesercenti: si tratta di ?Prezzo Amico?. L?obiettivo è quello di contenere i prezzi e i negozi che aderiscono all?iniziativa si sono impegnati ad appilcare il blocco dei prezzi fino alla fine dell?anno su 45 prodotti di largo consumo: latte fresco, caffè, pane, pasta, riso, formaggio parmigiano, pomodori pelati, olio d?oliva, olio di semi di girasole, zucchero, prosciutto, acqua minerale, pollo, hamburger, coniglio, lesso punta di petto, fettina di vitellone quarto anteriore, uova, detersivi per lavatrice e per lavastoviglie, per lavaggio a mano, per la pulizia della casa, saponette, scope, spazzolini, dentifricio, shampoo, scarpe, golf, camicie, pantaloni, gonne, cappotti ed intimo, patate, mele, pere, cipolle, carote, caffè, cappuccino e cornetto al bar e pizza margherita e bibite nelle pizzerie. Nei negozi che sono associati alla Confesercenti appariranno delle locandine con il logo di adesione. Resta comunque esclusa la grande distribuzione, la fetta più importante del settore acquisti. Nell?ultimo anno, euro sì euro no, secondo Federcosumatori gli aumenti per i comaschi erano circa del 20% sia per le tariffe pubbliche che nel settore della distribuzione che in quello della scuola. E? stato calcolato che prima dell?arrivo della nuova moneta una famiglia di 4 persone spendeva in media a settimana 250mila lire. Adesso la cifra è di 200 euro. Quasi il doppio.

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