Un giorno senza acquisti
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fonte:
- il Tirreno
Un giorno senza acquisti per protestare contro il carovita
L`iniziativa è di quattro associazioni. Presidio a Firenze. E a Catania happening in spiaggia
LIVORNO. L`altra volta – era il 5 luglio, un venerdì – in Toscana fu un mezzo flop, anche se a livello nazionale l`iniziativa andò bene (gli organizzatori stimarono addirittura una partecipazione di 10 milioni di persone, cifra peraltro molto difficile da verificare). Domani il secondo round. Il cartello che ha dato vita all`Intesa dei consumatori – Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – propone un nuovo sciopero dello shopping: una giornata senza acquisti per protestare contro il caro-prezzi e il balzo all`insù di merci e tariffe.
Le quattro associazioni invitano la gente a non comprare niente che non sia indispensabile, a non andare né al bar né in banca né al cinema né alla posta, a usare il meno possibile il cellulare, internet e vari strumenti elettronici, a evitare pub e discoteche e persino a non fumare. Un vademecum decisamente rigido e per alcuni aspetti anche stravagante, dove comunque al primo posto c`è il boicottaggio della spesa. Per «testimoniare – dicono – la ferma opposizione ad aumenti selvaggi ed incontrollati dei prezzi, strumentalizzando l`introduzione dell`euro e falcidiando i redditi».
Stavolta poi è prevista un`iniziativa toscana e l`informazione è stata più diffusa (il 5 luglio molti consumatori toscani lamentarono le poche notizie sulla protesta). Ma soprattutto è andato crescendo, nelle ultime settimane, il malumore per il carovita.
Proteste tra la gente. «Si è parlato sì dello sciopero, ma non abbastanza, considerando l`importanza del problema, che incide sulla vita di tutti», osserva Pasquale, un pensionato livornese che preferisce l`anonimato. «E comunque bisogna fare di più – aggiunge – ci vuole per esempio un controllo sui prezzi da parte di Comuni, Regione e Province».
Cristina, impiegata con un figlio, aderirà alla protesta perché i commercianti, dice, «hanno bisogno di una lezione, hanno arrotondato un po` troppo». «Io sarò la prima a “scioperare“», interviene Giovanna Parrini, fiorentina trapiantata a Livorno, che nota aumenti generalizzati, particolarmente alti però nell`abbigliamento. «Ormai nei negozi sotto casa non compro più niente – racconta – vado al supermercato per risparmiare e qui almeno la frutta e la verdura me le peso da sola e sono sicura che non mi fregano». Un`altra Cristina, giovane infermiera accompagnata dal marito, negli ultimi mesi frequenta anche i discount. Ma lo sciopero della spesa – afferma – non serve a niente, tanto la gente compra comunque». Claudia Bonsignori propone sì uno sciopero ma di lungo periodo, in pratica il boicottaggio a oltranza di un prodotto, «altrimenti la gente si organizza, se non fa acquisti il giovedì li farà il venerdì, oppure il mercoledì. Tutti i prezzi stanno aumentando, l`abbigliamento poi in modo vertiginoso, però gli stipendi restano sempre gli stessi».
Presidio a Firenze. «In molti hanno fatto conversioni di comodo arrivando a equiparare le mille lire a un euro», nota Giovanni Caselli, responsabile toscano della Adusbef, una delle quattro associazioni che aderiscono all`Intesa. «Lo sciopero vuole essere un segnale ai commercianti ma anche agli enti, sia pubblici che privati, a controllare i prezzi».
Domani a Firenze è previsto un presidio davanti alla prefettura; a mezzogiorno una delegazione delle associazioni sarà poi ricevuta dal prefetto. Tra le adesioni all`inziativa c`è quella di Paolo Cocchi, capogruppo Ds in consiglio regionale: «Mi asterrò anch`io dagli acquisti – dice – e parteciperò al presidio per appoggiare una sacrosanta protesta».
Happening in spiaggia. Molte le manifestazioni in cartellone, a Roma ad esempio è previsto un presidio davanti al Parlamento a Piazza Montecitorio. L`iniziativa più originale è comunque quella di Catania, dove l`Adoc invita a un happening nazionale alla spiaggia della Playa, con ombrelloni e sdraio gratis. «L`idea – spiega Claudio Melchiorre, presidente locale dell`Adoc – è quella di costruire una coscienza di lotta nei consumatori e per farlo abbiamo pensato di offrire ai catanesi la possibilità di non “tradire“ la categoria, passando una giornata al mare». L`insolita protesta si svolgerà nello stabilimento balneare Graziella prenotato dall`associazione. «In Grecia lo sciopero della spesa ha raccolto l`80% delle adesioni – afferma Carlo Pilieri, presidente nazionale dell`Adoc – ci aspettiamo una risposta massiccia anche da noi. C`è bisogno che tutti gli attori economici e politici capiscano che i consumatori oggi sono più consapevoli e sanno come farsi rispettare».
Tedeschi preoccupati. Ma gli italiani non sono i soli a lamentarsi per il carovita. La quasi totalità dei tedeschi – il 94% secondo un sondaggio dell`istituto Marplan di Offenbach – è convinta che l`introduzione dell`euro abbia provocato un drastico aumento dei prezzi. E per colpa dei rincari generalizzati il 52% dei cittadini va più di rado al ristorante, il 42% risparmia su vestiti e grossi acquisti e il 39% sui viaggi.
«In effetti – nota l`Adoc – l`idea di uno sciopero dei consumatori comincia a farsi strada anche a livello continentale. Hanno dato infatti la loro solidarietà alla protesta italiana associazioni di Francia, Grecia, Spagna e Olanda. Rappresentanti di quattro milioni di consumatori pensano a lotte simili nei loro Paesi, afflitti dagli stessi problemi».
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