11 Settembre 2002

L?ALLARME INFLAZIONE

L?ALLARME INFLAZIONE

Così ad occhio sembrerebbero esercizi monastici. Diciannove consigli-lampo per mettere a dieta anima e corpo. In realtà altro non sono che le istruzioni per l?uso (e la riuscita) dello sciopero della spesa indetto da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori a cui hanno aderito anche la Cgil e il sindacato degli inquilini. Obiettivo: dire no all?avanzata continua del caro-prezzi. La protesta è fissata per domani 12 settembre. E funziona così: se l?effetto euro-selvaggio vi ha stancato potrete reagire staccando la spina per 24 ore dal mondo esterno. Chiudete il portafogli. State alla larga da bar, cinema, teatri, ristoranti, discoteche e pub. Dimenticate per 24 ore messaggini e altre diavolerie del genere. Usate Internet e il telefono col contagocce. Se avete il vizio delle bionde centellinate il pacchetto. E se nella vetrina di un negozio c?è la camicia che avete sempre sognato, girate i tacchi e ignoratela. Infine, non rimandate a domani quel che potete fare oggi. Come dire, anticipate d?un giorno le compere indispensabili quali, pane, latte e farmaci. Rifornimenti di carburante inclusi.
Dunque un altro sciopero dopo quello del 5 luglio scorso al quale avrebbero aderito 10 milioni di persone. Pure la Grecia lo ha fatto. Anche lì il passaggio dalla vecchia dracma alla moneta unica ha mandato alle stelle listini e cartellini. E l?Inka, l?istituto per la protezione dei consumatori, martedì scorso ha lanciato il boicottaggio massiccio dell?acquisto di beni e servizi. Il grido di guerra è stato «non comperare nulla per non far incassare neppure un euro ai commercianti». Non solo. Ha invitato la gente a spegnere gli interruttori elettrici per un po?. E a non pagare i biglietti sui mezzi pubblici dalle 15 alle 16. Risultato: una adesione in massa.
Qui da noi però, non tutti la pensano allo stesso modo. L?Unione nazionale consumatori, ad esempio, non aderisce allo sciopero convinta che il caro-prezzi non si fronteggi con una protesta bensì proponendo e realizzando provvedimenti strutturali che allontanino durevolmente il pericolo dell?inflazione. «Forse – spiegano dall?Unione – può essere utile disertare gli esercizi che praticano rincari ingiustificati e speculativi. Solo così sarà possibile far spirare sul commercio il vento di una reale concorrenza inducendo i commercianti furbi ad abbassare i prezzi».
Intanto, la spirale dei rincari non si ferma. Sono in arrivo nuovi rialzi dei prezzi dei carburanti: Q8 e Api hanno aumentato la verde di 0,005 euro al litro. Sale anche il gasolio negli impianti dei due marchi: alla Q8 +0,005 euro al litro. Stessa cosa all?Api. E oggi tocca alla Erg dove la benzina costerà 0,005 euro al litro in più. Il gasolio 0,003 euro. Nel frattempo dalle fila di An arriva l?annuncio: «Avvieremo un?indagine conoscitiva in Commissione Finanze del Senato per acquisire notizie, informazioni e documentazioni sull?aumento dei prezzi legato all?introduzione dell?euro». A chiederlo è il senatore Oreste Tofani, vicepresidente del gruppo di An di Palazzo Madama in una lettera spedita al presidente della Commissione Finanze, Riccardo Pedrizzi. In quanto allo sciopero di domani, poi, la scelta è legittima: lo stile di vita e le esigenze personali sono davvero molteplici. E ognuno farà come gli pare. Ma decisioni a parte la regola d?oro resta comunque quella del buonsenso: disertate i negozi che vi sembrano essere diventati all?improvviso più cari. E fatelo sempre. Non solo per un giorno.

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