10 Settembre 2002

«Pavia non rileva l`inflazione»

«Pavia non rileva l`inflazione»

Un esposto delle associazioni dei consumatori

Il Comune: «Ma noi comunichiamo tutti i dati»

PAVIA. E Pavia finisce nella “lista nera“ dei Comuni che, secondo le associazioni dei consumatori, non rilevano per l`Istat l`andamento dell`inflazione. Mancanze che finiscono nel mirino delle associazioni riunite nell`Intesa (Adusbef, Adoc, Codacons, Federconsumatori) le quali, ipotizzando il reato di omissione di atti d`ufficio, hanno presentato esposti nelle Procure della Repubblica competenti. E fra queste dovrebbe esserci anche Pavia, inserita negli elenchi dei Comuni italiani (il 18%) che non rilevebbero i dati dell`inflazione. Una “latitanza“ che però al Mezzabarba respingono. «Questa cosa mi sorprende – dice l`assessore comunale Fabio Zucca -. A Pavia il Comune rileva continuamente i dati dell`inflazione». Prosegue Luigi Tommaselli, funzionario incaricato: «Aaddirittura all`Istat comunichiamo non solo i dati obbligatori ma anche quelli facoltativi che da altre parti non registrano».
Come Pavia sia finita nella “lista nera“ è un mistero. «Si saranno sbagliati a livello nazionale – prosegue Zucca -. In ogni caso l`ufficio comunale di Statistica ha ben due addetti che fanno tutte le rilevazioni a cui siamo tenuti».
Il dirigente che segue l`ufficio entra ancora di più nel dettaglio. «Negli ultimi mesi abbiamo fatto decine di spedizioni di dati all`Istat – spiega Tommaselli -, soltanto in un caso i dati sono arrivati con un ritardo di dieci giorni e in un altro caso l`Istat li ha ritirati doversi giorni dopo. Comunque a Pavia le rilevazioni sull`inflazione sono fatte regolarmente, anzi ne facciamo anche più dettagliate rispetto a quelle obbligatorie e previste di routine dall`Istat. Probabilmente siamo finiti nella lista perchè alcuni dati non sono arrivati. Ma questo può capitare. In ogni caso nelle statistiche annuali non ci sono assolutamente carenze, le trasmettiamo tutte».
Malgrado il lavoro dei due dipendenti comunali preposti a questo compiti, a livello nazionale è finita insieme ai Comuni che non fanno le rilevazioni richieste. Pavia come Ragusa, Vicenza, Gorizia, Imperia, Rieti, Frosinone, Caserta, Benevento, Avellino, Salerno, Taranto, Lecce, Matera, Catanzaro, Messina, Agrigento, Caltanisetta, Enna e Nuoro. Insomma quei 21 capoluoghi di provincia che non misura il caro prezzi e per le quali l`Intesa dei consumatori ha sporto denuncia. Ad annunciarlo è stato il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti: «Nove milioni di italiani – ha detto – restano fuori dalle rilevazioni dell`Istituto di Statistica». Una sfilza di esposti che sarebbero suffragati da alcuni documenti dell`Istat.
Secondo l`Intesa dei consumatori 21 capoluoghi «almeno dal 1995 non effettuano la rilevazione dei prezzi al consumo oppure la effettuano talmente male che risulta inutilizzabile» come dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Ma c`è di più.
Sempre secondo Rienzi «almeno dal 1995 le rilevazioni dell`Istat sono falsate» come del resto, affermano le associazioni dei consumatori, «è complicatissimo calcolare ora l`eventuale variazione del tasso di inflazione se venissero inseriti i dati dei capoluoghi di provincia mancanti. Tuttavia è verosimile ipotizzare una variazione in crescita tra lo 0,1% e lo 0,3%». L`Intesa dei consumatori ribadisce poi che, guardando le analisi svolte dai propri osservatori, il tasso di inflazione reale sopportato dalle famiglie si discosta nettamente da quello rilevato dall`Istat e «supera abbondantemente il 3%», dice Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this