Nessun aumento fino a dicembre
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fonte:
- Il Messaggero
prezzo amico
«Così si difende
il consumatore»
Chiesti controlli
Nessun aumento fino a dicembre
In 2.500 esercizi della provincia sarà possibile fare acquisti senza sorprese
Risparmiare? Si può facendo spesa negli esercizi che hanno esposto in vetrina e nei locali interni la locandina o il bollino con il logo «Prezzo amico», un pupazzetto con l`euro a posto del viso. E fino al 31 dicembre di quest`anno saranno proprio quegli esercenti col “bollino“, 2.500 per ora in tutta la provincia (180 ad Ascoli), a tenere d`occhio il nostro borsellino con rispetto dei nostri bilanci familiari.
Come saremo difesi? La colazione classica al bar con caffè, cappuccino e cornetto, rimarrà a prezzo bloccato, così pure lo spuntino in pizzeria con margherita e bibita. Per quanto riguarda il settore alimentare il blocco dei prezzi è su latte fresco, caffè, pane, pasta, riso, parmigiano, pelati, olio d`oliva e di girasole, zucchero, prosciutto, acqua minerale, prodotti ortofrutticoli, alcuni tagli di carne di vitellone, pollo, coniglio, hamburger, uova. Tra gli articoli per la casa troviamo detersivi, saponette, scope, spazzolini, dentifrici e shampoo. Nell`abbigliamento ci sono scarpe, maglioni, camicie, pantaloni, gonne, cappotti e intimo. Quaranta prodotti circa che manterranno i prezzi fermi agli stessi valori dell`ultimo giorno di vendita prima della chiusura estiva fino al 31 dicembre, con possibilità di proroga per il 2003.
Hanno presentato ieri la campagna sui prezzi frenati, che è partita a livello nazionale con un accordo tra Confesercenti e l`Intesa Consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons), i dirigenti della Confesercenti stessa Camillo Di Monte (segretario provinciale), Francesco Caprioli (presidente di Ascoli), Roberto Morello (responsabile dell`ufficio di Ascoli) e Primo Valenti (presidente dei pubblici esercenti) accompagnati dal segretario della Federconsumatori Antonio Ficcadenti.
«L`iniziativa – ha spiegato Di Monte – è un segnale forte che si vuole dare ai consumatori per restituire loro fiducia, smentire le accuse a carico dei commercianti di lievitazione dei prezzi, per una ripresa del mercato interno».
Chi fa la spesa però sa bene tutto ciò che prima nel campo delle offerte o dei prodotti civetta era a mille lire ora è a un euro, esattamente il doppio, e anche ai saldi le 10 mila sono diventate 10 euro e così via. Ma Caprioli ha voluto dire che, per quanto riguarda l`abbigliamento, «gli arrotondamenti sono stati fatti a vantaggio dei clienti – ha sostenuto – anche nella consapevolezza che a livello locale la disoccupazione è molto alta, che bisogna pagare i parcheggi, eccetera».
«Non vorremmo – ha ancora detto Di Monte – che questa confusione sugli aumenti fosse una manovra della grande distribuzione a danno dei dettaglianti». Ficcadenti ha sottolineato la validità dell`azione della Confesercenti, che si è schierata con i consumatori ed ha invitato i cittadini nel giorno dello sciopero degli acquisti fissato per giovedì, entrino solo nei negozi che aderiscono a «Prezzo amico».
«Questa campagna è il primo passo – ha detto – per incidere sui prezzi. Sarebbe anche opportuno che i Comuni attraverso i vigili urbani esercitassero un controllo sull`andamento dei prezzi per evitare ingiustificati rincari».
Con opportune misure di verifica si potrebbe aiutare le famiglie a ritrovare un equilibrio di bilancio sconvolto anche dallo scarso valore che diamo alle monete, per il ricordo ancora troppo presente della vecchie 500 e 1.000 lire.
Ora, però, bisognerà vedere se l?operazione «Prezzo Amico» raggiungerà gli obiettivi precisti. Comunque è guerra dichiarata ai furbi.
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