10 Settembre 2002

Caro-scuola: indagine Codacons

Così piccoli e già schiavi di pubblicità e inflazione

Quest`anno le famiglie degli scolari spenderanno 996 milioni di euro

Il consumatore si educa da piccolo, a dir la verità dalla nascita, basta pensare al latte artificiale e ai ciucciotti: una volta che il baby li “assaggia“ vuole sempre gli stessi, della stessa marca.
Passati i 36 mesi il baby sceglie da solo, vuole ciò che più gli piace, sperimenta e pretende; è a quest`età che fa il suo ingresso a scuola, all`asilo, già “preda“ della pubblicità educativa, quella seminata tra pupazzi e cartoon: Teletubbies, Timon e Pumpa, Superchicche etc.. e li vogliono rivedere anche sullo zainetto, il quaderno e l`astuccio. Lo sa bene il mercato. Impossibile trovare uno zaino senza marca o pupazzo di tendenza, o quello o niente. Nulla di nuovo. Ma quest`anno però non ci sono soltanto gli aumenti di “fabbrica“ a pesare sul bilancio familiare, ma anche l`inflazione più alta dei dati ufficiali e gli arrotondamenti selvaggi.

Secondo il Codacons, il caro-scuola porterà quest`anno una famiglia media a spendere circa 35 euro in più rispetto allo scorso anno. Il risultato è che un corredo scolastico completo arriva a costare 500 euro. E secondo i dati della ricerca di mercato che il mensile dei consumatori Il Salvagente ha commissionato all`Irisme, l`84,5 per cento delle famiglie italiane sono convinte che lo scontrino della spesa per diari, astucci e quaderni sia oramai insostenibile, almeno per chi decide di mettere nelle cartelle dei propri figli gli articoli griffati (cosa che fa la stragrande maggioranza del campione intervistato).

Ma quali sono le cifre di questo mercato e quali quelle degli aumenti che dobbiamo attenderci? I risultati fanno luce in un settore che quest`anno registrerà una spesa per le famiglie di oltre 996 milioni di euro (quasi 1.800 miliardi di vecchie lire), senza contare, ovviamente, le tasse, i corsi e le lezioni private e l`incidenza dei libri di testo (altri 284 milioni di euro). Nel merito di quest`ultima voce di bilancio, una recente circolare del ministero dell`Istruzione fissa i limiti di spesa per i libri scolastici dalle scuole elementari fino alle superiori, ma è un palliativo (ci sono sempre testi consigliati da aggiungere e poi c`è da mettere in conto la pressione delle case editrici sull`ultima edizione e anche per questo il ministero deroga lo sforamento).

Per le elementari i testi sono gratuiti mentre per le scuole medie il tetto massimo è di 280 euro, per la prima media e dei 108 e 124 euro per la seconda e la terza. Per le scuole superiori i libri più costosi sono quelli per il primo ciclo del liceo classico, 317 euro, seguiti da liceo scientifico e linguistico, 303 euro, psico-pedagogico, 299 euro, meno esosi istituti tecnici e professionali dove la spesa massima oscilla tra i 108 e i 124 euro.

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