Più spazi ai mercati ambulanti
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fonte:
- Giornale di Brescia
Più spazi ai mercati ambulanti
Nella nostra provincia sono 276 con quasi 7mila posteggi e 8mila occupati
«I mercati nella provincia di Brescia? Una realtà che vale qualcosa come 254.338 metri quadrati. Ossia la superficie più ampia, escludendo Milano, tra le province lombarde». Il dato giunge dall?assessore regionale al Commercio, il bresciano Mario Scotti, nel commento dei dati relativi ai 276 mercati ambulanti bresciani, «una parte significativa dei 1.850 mercati ambulanti su aree pubbliche che risultano operanti in Lombardia di norma con frequenza settimanale» , un patrimonio regionale consolidato, composto da oltre 61.000 posteggi complessivi dal valore commerciale variabile, ma piuttosto «sostanzioso». «A livello lombardo abbiamo una situazione variegata: circa 160 mercati hanno oltre 100 posteggi ciascuno e altri 390 paradossalmente dispongono di meno di 10 posteggi. Sono numeri che esprimono chiaramente una situazione regionale con forti differenziazioni, un sistema anche in termini di produttività o fatturato aziendale che richiede interventi mirati anche in vista del rilancio dell?importante ruolo di servizio per le comunità lombarde» spiega Scotti. E Brescia? «Brescia costituisce per molti aspetti un?isola felice, un territorio che la statistica consegna come omogenea con la vicina Bergamo per il numero dei mercati presenti (289 i bergamaschi, 276 i bresciani), anche se per il numero dei posteggi riguadagna i vertici della classifica lombarda con 6.993 piazzole contro le 6.945 della Bergamasca». Nel resto della classifica seguono dunque Como (129 mercati), Mantova (122), Varese (120), Cremona (50) e via via sino a Sondrio che raccoglie 35 mercati. Sull?andamento commerciale dei mercati bresciani, la visione di Scotti coincide con quella della Confesercenti: secondo Carlo Morghen «nonostante la netta contrazione dei consumi i mercati ambulanti risentono solo parzialmente della crisi. In particolare è stato determinante l?introduzione del paniere ideato da Confesercenti e Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), che contiene la lista di una serie di prodotti alimentari e non, i cui prezzi saranno mantenuti fermi fino alla fine di dicembre del 2002. Nella specie si tratta di 12 prodotti alimentari, 6 delle carni, 9 di articoli per la casa, 7 dell?abbigliamento e 5 dell?ortofrutta». Confesercenti dunque ha saputo sfruttare una regola di correttezza di mercato a vantaggio degli operatori e dei consumatori, creando una sorta di «fidelizzazione» garantita su due piani. «Il commercio ambulante è infatti in grado, in specie nell?ambito dei prodotti ortofrutticoli, di garantire costi inferiori e grande qualità grazie all?approvvigionamento diretto dal produttore», spiega Morghen. Nella specie, dai dati in possesso della Confesercenti, emerge che una quota prossima al 50 per cento dei prodotti di ortofrutta commerciati in Italia passa per i mercati comunali. Un fenomeno che coinvolge poi tutti gli ambulanti della nostra provincia è il lievitare dei costi fissi: «Non c?è ambulante che oggi non abbia un automarket attrezzato ed i costi oscillano dai 200 milioni di vecchie lire ai 700. Direi che la media di 200.000 euro per l?acquisto del veicolo sia una buona media» continua Morghen. In questo contesto va anche detto che gli ambulanti di Brescia sono circa 2.000 su posto fisso e almeno 1.000 itineranti, per un volume di occupazione di circa 8.000 persone. Si impone dunque in quest?ottica l?adeguamento de lla legislazione regionale in materia, risalente al 2000 (legge regionale 15/2000). Secondo Mario Scotti «è quindi una normativa recente, che prevede una programmazione regionale del settore di durata triennale. Per il triennio 2000-2002 è stata prevista una disponibilità complessiva, a livello regionale, di 1.000 nuovi posteggi ambulanti per l?ampliamento dei mercati esistenti o la costituzione di nuovi mercati. Ad oggi ne sono stati attribuiti circa 600». Secondo l?assessore regionale «si dovrà provvedere all?aggiornamento della programmazione per il prossimo triennio 2002-2005 e in particolare si dovrà valorizzare il ruolo di complementarietà rispetto alle altre forme commerciali, avendo una attenzione speciale per le parti del territorio regionale meno servite (montagna, aree rurali) dai negozi e dalla grande distribuzione, e per le zone urbane periferiche (anche queste spesso scarsamente dotate di servizi commerciali)». La soluzione regionale passa quindi per la qualificazione degli spazi di mercato, come sostiene l?assessore, «per offrire agli operatori ambulanti condizioni di lavoro più adeguate». Impegno non facile per le condizioni delle nostre città, ma che la Regione Lombardia esprimerà con l?attivazione di un bando di finanziamento regionale (ai sensi della legge regionale 13/2000) dall?importo complessivo di 1.185.000 euro. «Il bando, che sarà emanato nei prossimi giorni – conclude Scotti – prevede la possibilità di finanziare anche interventi di sistemazione delle aree mercatali su iniziativa dei Comuni, ma anche delle associazioni degli operatori».
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