«Il paniere Istat sarà migliorato»
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fonte:
- Il Mattino
Il paniere non è blindato. Diteci cosa non va e ne discuteremo.
L?Istat, la fabbrica dei numeri, apre la porta ai consumatori. I 900 prodotti-spia che usa per la valutazione dei prezzi al consumo e quindi dell?inflazione, non sono intoccabili. Procedure curiose e fuorvianti quale ad esempio quella di rilevare quanto costa un cappotto in agosto, tutto sommato potrebbero essere riviste. Così ieri, Luigi Biggeri, timoniere dell?istituto di statistica, lo ha detto chiaro e tondo ad Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori: modificare il contenitore-termometro del caro-vita è possibile. Forse già dal prossimo dicembre. «Ma – avverte – prenderemo in considerazione solo proposte dalle basi scientifiche». Il resto è aria fritta. Così, il tormentone dell?estate sembra finito. L?altro ieri il ministro delle Attività produttive aveva anticipato la disponibilità di via Cesare Balbo a riesaminare il contestatissimo paniere. Ieri la conferma.
Le associazioni, intanto, hanno già avanzato le proprie richieste: analisi sull?impatto dei prezzi per fasce di reddito; costituzione di un tavolo tecnico dalla prossima settimana proprio per valutare le proposte dei consumatori. «E poi – aggiungono – vogliamo vederci chiaro sui metodi che i Comuni usano per rilevare i prezzi». La piattaforma ha trovato d?accordo tutti. L?Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), la Coalizione dei Consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori Acli, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori) e Altroconsumo, organizzazione fuori dal coro.
«C?è stata – ha detto il presidente dell?Adusbef Elio Lannutti – qualche apertura da parte del presidente Biggeri per rendere più attuale il paniere. Ora ci saranno le riunioni tecniche. Valuteremo se alle parole seguiranno i fatti». Anche Rosario Trefiletti, leader di Federconsumatori, dice: «Abbiamo ottenuto la disponibilità pure alla definizione di panieri differenziati per tipologie di famiglie oltre ad una maggiore accuratezza delle rilevazioni su base territoriale. Siamo soddisfatti, perché in termini di metodologia abbiamo ottenuto ciò che chiediamo da tempo».
L?Intesa dei consumatori però ha avanzato all?Istat perplessità sulle rilevazioni dei prezzi elementari, proponendo l?ipotesi di un vero e proprio check-up sull?indagine che riesamini il modello organizzativo della rilevazione e delle figure dei rilevatori. L?idea è che siano coinvolte anche le associazioni inserendole in una Commissione nazionale all?interno dell?Istat stesso.
La Coalizione dei consumatori, intanto, conferma «il proprio programma di collaborazione con l?Eurispes sulla rilevazione dei prezzi settore per settore per garantire una maggiore attendibilità degli altri dati diffusi». E l?Associazione Consumatori Utenti (Acu) lancia una proposta: due nuovi indici. Il primo, relativo alla fascia sociale della povertà (reddito mensile pro-capite fino a 1.000 euro). Il secondo pensato per la fascia media, vale a dire 2.500 euro mensili familiari.
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