LE VACANZE DA DIMENTICARE INCHIESTA
-
fonte:
- Il Mattino
LE VACANZE DA DIMENTICARE
Fine estate di «guerra», tra utenti e titolari di stabilimenti balneari. Una «guerra» incruenta, ma senza esclusione di colpi, combattuta a suon di accuse e controaccuse. Gli utenti, primi fra tutti il Codacons, l?associazione che cura gli interessi dei consumatori, fa sapere ad alta voce: «Chi è andato al mare quest?anno è stato rapinato. Registriamo aumenti dei prezzi intorno al 20 per cento». E citano un?indagine, condotta su decine di spiagge italiane (e campane, in particolare): il prezzo medio di un lettino è passato dalle 12mila lire dell?anno scorso agli attuali 7 euro, cioè 13.553 lire. E che dire del prezzo degli ombrelloni? Nel 2001 per ripararsi dal solleone si spendevano 12mila lire al giorno, Oggi, 14mila. Anche riposarsi su una sdraio, fa sapere il Codacons, costa più salato che prima: nell?estate che sta finendo si sono spesi 5.50 euro, cioè 10.649 lire. Di qui la contestazione: perchè questi aumenti? E perchè «giocare» con gli arrotondamenti dell?euro sempre e solo a svantaggio degli utenti? Il Codacons va giù duro. E ricorda che tra luglio e agosto sono lievitati anche i prezzi dei gelati, delle bibite, delle acque minerali. Per non parlare dei parcheggi, dove ciascuno ha imposto il prezzo che voleva. Il risultato? «È devastante», affermano i dirigenti Codacons. Che aggiungono: «Vuol dire che quest?anno una giornata al mare è costata anche dieci euro in più che nel passato. Due settimane di vacanze in spiaggia sono costate 140 euro in più. Per una famiglia media, padre madre e due bambini, una batosta da ricordare. I luoghi più tartassati? «La mannaia del caro-prezzi si è abbattuta un po? ovunque – fa notare il Codacons – ma sulle spiagge della Campania abbiamo registrato non pochi episodi estremi».
Insomma, è proprio «guerra». Anche perchè sull?altro versante, quello dei titolari degli stabilimenti balneari, la «lettura» di quanto è accaduto appare completamente diversa. Anzi, agli antipodi di quanto sostengono i consumatori. Che cosa sostengono gli stabilimenti? Che quella che sta finendo è stata un estate infernale, con circa 35 giorni di cattivo tempo (rispetto ai sei giorni del 2001) e per giunta nel corso di ben sei week end e mezzo. Insomma, un disastro che ha messo in ginocchio le 1200 imprese che operano nel settore. Tanto in ginocchio che qualche giorno fa i titolari dei lidi hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente con l?assessore campano al turismo, Teresa Armato. Lo scopo? Illustrare i danni provocati dal maltempo all?industria balneare e invocare misure di sostegno per evitare che vengano meno gli investimenti da oggi e fino ai prossimi tre anni. I titolari denunciano un crollo del fatturato pari a circa il 45 per cento. Che tipo di provvedimenti sono stati chiesti? «Vogliamo – dice il sindacato che unisce gli stabilimenti un intervento urgente presso il governo nazionale affinchè mantenga l?Iva al 10 per cento e non la incrementi ulteriormente. La fiscalizzazione degli oneri per quelle aziende che dimostrino concreta volontà di svilupparsi. L?appoggio alle aziende che chiedono l?applicazione di Iso 14, il certificato cioè che consente credibilità europea. L?assessore Armato ha ascoltato preoccupata. Poi ha detto che farà in modo da fornire risposte adeguate. Si aspetta. Nel frattempo, la «guerra» continua. E il sole si fa desiderare. Anche questo inizio di settembre, che costituiva l?ultima speranza per quanti operano in ambito balneare, si sta proponendo piovoso e un po? nemico. Una stagione sfortunata, in cui la beffa dell?euro gonfiato e la malasorte climatica sembrano essersi perfidamente alleate per rovinare le vacanze a chi voleva godersele in pace.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
