6 Settembre 2002

È stato indetto per il 12 settembre lo sciopero del consumo

È stato indetto per il 12 settembre lo sciopero del consumo

Un giorno senza spesa
La Federconsumatori materana aderisce alla protesta

MATERA ? Sono saliti vertiginosamente i prezzi di frutta e verdura. Secondo dati forniti oggi da Federconsumatori, dal luglio dell`anno scorso al luglio del 2002, si sarebbero registrati incrementi fino al 55 per cento. A far registrare l`impennata maggiore è stato il cartellino della lattuga. Ma non scherzano uva, cipolle, melanzane, zucchine, fagiolini e peperoni. Su questi prodotti i prezzi al dettaglio hanno registrato aumenti compresi tra il 20 ed il 46 per cento. La rilevazione dell`Ismea riguarda il territorio nazionale, ma le maggiorazioni che hanno interessato la città si discostano poco da quanto denunciato da Federconsumatori.
Di fronte ad una situazione che sta facendo crescere l`inflazione costringendo molte famiglie a ridurre i consumi per continuare a sbarcare alla men peggio il lunario, Federconsumatori del Materano aderisce alla singolare protesta messa in campo insieme ad Adoc, Adusbef e Codacons. «Per la seconda volta nel giro di poche settimane proclamiamo lo sciopero del consumo», sottolinea Giuseppe Cotugno , di Federconsumatori del Materano. La giornata che segnerà buste vuote e portafogli chiusi, mettendo al bando i punti di vendita è quella di giovedì della prossima settimana. Secondo i promotori della manifestazione di protesta, l`iniziativa sta raccogliendo unanimi adesioni in tutto il Paese. «Oltre alla Cgil, appoggi incondizionati stanno giungendo dall`associazione utenti dei servizi radiotelevisivi, dall`associazione agenti assicurativi, da quella per la tutela dei diritti del malato, dalla Confsal, dall`associazione tutela utenti informazione stampa e diritto d`autore, dal gruppo di lavoro delle «pagineazzurre» che tutela gli utenti dei servizi telefonici».
Tutti insieme contro il caro-prezzi disertando mercati ortofrutticoli e grandi magazzini alimentari. Uno sciopero indetto anche per sollecitare il blocco concordato dei prodotti di più largo consumo. Un freno agli aumenti selvaggi e incontrollati delle merci e dei servizi che, speculando sull`introduzione dell`euro, fanno diminuire il potere d`acquisto in particolare delle pensioni minime, falcidiando stipendi e salari.

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