Storia, dai libri ai “talk show“
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fonte:
- Il Gazzettino
Storia, dai libri ai “talk show“
“Bocciato“ l?insegnamento tradizionale, si sogna l?approfondimento in tivù
Studiare costa fatica, ma anche tanti soldi. Di anno in anno, l`incidenza della spesa per l`istruzione pesa sempre di più più sul bilancio familiare. A partire dai libri: euro più euro meno – tanto per capirci – in media qualcosa come 500 euro. Senza dimenticare, poi, ciò che si spende per gli “accessori“. Per quest`anno il Codacons, in particolare, denuncia un boom dei prezzi con punte del +29 per cento per articoli come il quaderno, passato dalle vecchie 3 mila lire dello scorso anno a 2 euro, pari a 3.872 lire.
Tutti gli articoli scolastici hanno subito, sempre secondo il Codacons, aumenti: dai prodotti non indispensabili come gli astucci, saliti da 7 a 15 euro, a quelli non sostituibili come i libri di testo con aumenti più contenuti, attorno al 3-4 per cento, ma comunque superiori al tasso di inflazione rilevato dall`Istat.
Dipendesse dai ragazzi, tuttavia, almeno nel caso dei libri di storia il risparmio sarebbe garantito: in base ad una recente indagine compiuta dall`Ipsa – l`istituto italiano di studi interdisciplinari – su un campione di 1.500 studenti italiani di scuole medie inferiori e superiori, infatti, i ragazzi dei licei e delle medie vorrebbero abbandonare lo studio di questa materia così come viene proposto a scuola. E ciò soprattutto per colpa dei libri e dei “vecchi“ metodi di insegnamento.
Per trovare gli stimoli giusti, la loro proposta è quella di abolire i libri e accendere la televisione. Nel sogno degli alunni italiani c`è infatti un programma del tipo “Porta a Porta“ da mandare in onda la mattina, in rigido orario scolastico e tutto dedicato alla storia, magari presentato da Bruno Vespa o, ancora meglio, da Enzo Biagi.
Una “allergia“, quella di molti studenti per i libri, che del resto non tocca solo la storia. La conferma viene dai dati Abacus, che fotografano la scarsa propensione alla lettura degli studenti italiani: solo il 68\% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni, infatti, prende volentieri in mano un volume, contro ad esempio il 95\% dei coetanei francesi e l`89\% degli spagnoli. Se poi si parla di pagine dedicate alla storia, il dato è ancora più allarmante, visto che la materia figura al primo posto fra quelle “odiate“ sui banchi di scuola, con il 42\% dei dissensi, contro il 28\% riservato alla geografia e il 16\% alla matematica.
Tra i motivi di tanta avversione, il 27\% degli intervistati segnala la difficoltà di ricordare nomi e date, il 23\% giudica i programmi scolastici poco stimolanti, il 19\% li definisce ripetitivi, il 16\% si chiede addirittura a cosa serva studiare storia e il 15\% lamenta invece lo scarso approfondimento di quella contemporanea.
Secondo gli studenti, per invertire la tendenza ideale sarebbe dunque ricorrere a modalità alternative di insegnamento, archiviando definitivamente i soporiferi libri di testo.
In quest`ottica, alle spalle dei gettonatissimi “talk show“ (che invoglierebbe il 39\% degli studenti), molti utili sono ritenuti anche film, “fiction“ e documentari che ricostruiscano gli avvenimenti del passato e da supporti tecnologici interattivi, leggi Internet, cd-rom e quant`altro. Graditi, infine, anche interventi “dal vivo“ in aula di testimoni e commentatori.
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