6 Settembre 2002

Storia, dai libri ai “talk show“

Lo rivela un?indagine compiuta di recente dall?Ipsa su un campione di 1500 studenti

Storia, dai libri ai “talk show“

“Bocciato“ l?insegnamento tradizionale, si sogna l?approfondimento in tivù

Studiare costa fatica, ma anche tanti soldi. Di anno in anno, l`incidenza della spesa per l`istruzione pesa sempre di più più sul bilancio familiare. A partire dai libri: euro più euro meno – tanto per capirci – in media qualcosa come 500 euro. Senza dimenticare, poi, ciò che si spende per gli “accessori“. Per quest`anno il Codacons, in particolare, denuncia un boom dei prezzi con punte del +29 per cento per articoli come il quaderno, passato dalle vecchie 3 mila lire dello scorso anno a 2 euro, pari a 3.872 lire.
Tutti gli articoli scolastici hanno subito, sempre secondo il Codacons, aumenti: dai prodotti non indispensabili come gli astucci, saliti da 7 a 15 euro, a quelli non sostituibili come i libri di testo con aumenti più contenuti, attorno al 3-4 per cento, ma comunque superiori al tasso di inflazione rilevato dall`Istat.

Dipendesse dai ragazzi, tuttavia, almeno nel caso dei libri di storia il risparmio sarebbe garantito: in base ad una recente indagine compiuta dall`Ipsa – l`istituto italiano di studi interdisciplinari – su un campione di 1.500 studenti italiani di scuole medie inferiori e superiori, infatti, i ragazzi dei licei e delle medie vorrebbero abbandonare lo studio di questa materia così come viene proposto a scuola. E ciò soprattutto per colpa dei libri e dei “vecchi“ metodi di insegnamento.

Per trovare gli stimoli giusti, la loro proposta è quella di abolire i libri e accendere la televisione. Nel sogno degli alunni italiani c`è infatti un programma del tipo “Porta a Porta“ da mandare in onda la mattina, in rigido orario scolastico e tutto dedicato alla storia, magari presentato da Bruno Vespa o, ancora meglio, da Enzo Biagi.

Una “allergia“, quella di molti studenti per i libri, che del resto non tocca solo la storia. La conferma viene dai dati Abacus, che fotografano la scarsa propensione alla lettura degli studenti italiani: solo il 68\% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni, infatti, prende volentieri in mano un volume, contro ad esempio il 95\% dei coetanei francesi e l`89\% degli spagnoli. Se poi si parla di pagine dedicate alla storia, il dato è ancora più allarmante, visto che la materia figura al primo posto fra quelle “odiate“ sui banchi di scuola, con il 42\% dei dissensi, contro il 28\% riservato alla geografia e il 16\% alla matematica.

Tra i motivi di tanta avversione, il 27\% degli intervistati segnala la difficoltà di ricordare nomi e date, il 23\% giudica i programmi scolastici poco stimolanti, il 19\% li definisce ripetitivi, il 16\% si chiede addirittura a cosa serva studiare storia e il 15\% lamenta invece lo scarso approfondimento di quella contemporanea.

Secondo gli studenti, per invertire la tendenza ideale sarebbe dunque ricorrere a modalità alternative di insegnamento, archiviando definitivamente i soporiferi libri di testo.

In quest`ottica, alle spalle dei gettonatissimi “talk show“ (che invoglierebbe il 39\% degli studenti), molti utili sono ritenuti anche film, “fiction“ e documentari che ricostruiscano gli avvenimenti del passato e da supporti tecnologici interattivi, leggi Internet, cd-rom e quant`altro. Graditi, infine, anche interventi “dal vivo“ in aula di testimoni e commentatori.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this