Frutta e verdura, il salasso è servito
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fonte:
- Il Messaggero
Durante il “tragitto“ si crea infatti un effetto moltiplicatore che ad ogni passaggio intermedio fa crescere i prezzi in modo progressivo. Stando ai dati Ismea, gli stessi beni che subiscono aumenti del 10% alla produzione, crescono del 25% all?ingrosso e del 40% al dettaglio. «Nel meccanismo dei prezzi – denuncia Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – c?è qualcosa che non va. Le zucchine sono tornate ai livelli di aprile; l?insalata ha toccato quota 2,60. In un periodo di grande produzione come questo, simili aumenti non possono essere giustificati dal maltempo».
Eppure, per gli addetti ai lavori la primavera/estate 2002 sarà ricordata come una delle stagioni più anomale, con una “borsa“ che sale e scende in continuazione. «È un brutto momento», sostiene Massimo Simonelli, responsabile di “Aurora“ di Fondi, il principale rifornitore di negozi e supermercati dell?Umbria. «Le piogge stanno rovinando tutto e la maggior parte dei prodotti non risulta vendibile». Ne consegue che le quantità che raggiungono mercati, negozi e supermercati diminuiscono e i prezzi salgono.
I primi prodotti a risentire di tale instabilità sono quelli “a campo aperto“, in particolare i pomodori. «I “Pachino“ – continua Simonelli – all?ingrosso sono quotati intorno alle 5 mila lire, mentre il “rosso a grappolo“ è passato da 700 a 2 mila lire». Se a queste impennate si aggiungono i “ricarichi“ dei dettaglianti, si fa presto a costruire una vetrina che, per prezzi praticati, somiglia più a una gioielleria che a un reparto ortofrutta. Da qui l?esigenza di rendere più trasparente il meccanismo di formazione dei prezzi perché in alcuni casi certi rincari non sembrano giustificati.
«I prezzi delle pesche – spiega Massimo Simonelli – sono in linea con quelli 2001 e pur essendo a fine campagna, all?ingrosso sono quotate intorno alle mille lire al chilo». Da un rapido giro per negozi e supermercati risulta che, al dettaglio, le pesche gialle vengono quotate da 1,50 a 2 euro al chilo; ovvero con “ricarichi“ che superano anche il 100%. Proprio la scarsa corrispondenza tra i prezzi dei vari stadi della filiera, genera distorsioni sulle quali sia il Ministero delle Politiche agricole che le associazioni di categoria si stanno muovendo. Confagricoltura, ad esempio, come garanzia di maggiore trasparenza, propone un cartellino di vendita che indichi anche il prezzo pagato al rivenditore. Le Associazioni dei consumatori, invece, invitano i clienti di negozi e supermercati a scioperare ancora, il 12 settembre. Nel frattempo, Confesercenti ha ufficializzato la griglia di prodotti “amici“, quelli cioè con il prezzo bloccato fino a dicembre. Tra questi, ci sono anche frutta e verdura. Speriamo bene.
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