Rienzi: “Così è un macello“
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fonte:
- La Stampa
I CONSUMATORI CRITICI CON IL CAMPIDOGLIO
«Scusate l´impudenza, ma io all´onore dei commercianti non ci credo più! S´è vista la fine miseranda che ha fatto l´accordo sull´euro. Veltroni e il Comune pensano di avercela fatta con i prezzi? Allora io dico: ma chi controlla? E soprattutto, come? Con quali strumenti? Si va davvero negozio per negozio, avendo un paniere di prodotti, e si fa il confronto con la settimana precedente o con il mese precedente? Perché questo sarebbe un vero controllare. Ma dubito che il Comune, con i suoi cento ispettori annonari, possa fare niente di tutto ciò. E il resto è nulla». La voce di Carlo Rienzi, avvocato e leader del Codacons, agguerrita associazione a tutela dei consumatori, promette battaglia. La sua associazione, con le altre, ha promosso per il 12 settembre uno sciopero dei consumi. Due sindacati di massa, la Cgil e la Confsal, hanno già aderito. Sostengono di ricevere valanghe di mail e di fax d´incoraggiamento.
«Allora Rienzi, scioperate?
Dato che nessuno ci ascolta, e il governo fa il blocco delle tariffe solo a chiacchiere, noi lo sciopero contro il carovita lo faremo. E stia sicuro che colpiremo duro i commercianti, certo non i consumatori».
Il Campidoglio non crede alla guerra. Cerca piuttosto vie di pace.
«Nulla da osservare in linea teorica. Ma noi diciamo basta agli osservatori generici. Abbiamo appena fatto un accordo con la Confesercenti che è diverso, e questo sì è davvero coraggioso: i negozianti che si impegnano a tenere fermi i prezzi avranno un bollino di riconoscimento, i consumatori faranno anche da ispettori, se trovano uno che sgarra ce lo segnalano, alla fine quello rischia di essere cacciato dalla sua organizzazione».
Lei ritiene, insomma, che a Roma ci si illude.
«In città con i prezzi è un disastro. Un vero macello. Gli aumenti vanno dal 20 al 40%. Anche l´assessore Valentini ce l´ha confermato, alla riunione dell´altro giorno. Le segnalazioni che vengono dai suoi uffici sono ben diverse da quelle dell´Istat. I dati Istat sono falsi nel senso che saranno buoni per i convegni di studio, ma sono altra cosa dal costo della vita. Dico: nel famoso paniere c´è ancora l´armadio a sei ante! Con le case di oggi, dove quegli armadi non entrano, sfido che i prezzi secondo l´Istat scendono».
Ma perché, secondo lei, l´andamento dei prezzi sarebbe così negativo lungo il Tevere?
«Perché i commercianti romani sono i più sfrontati. Nella grande città manca quel rapportio personalizzato dei piccoli centri. Se un consumatori abbandona, contano che un altro subentrerà. La metropoli, si sa, è spersonalizzata. In un piccolo centro, invece, il rapporto è tale che il tam tam fa paura. E se un consumatore cambia, per il negoziante è un gran colpo».
Non è il solo, Rienzi, ad avere perplessità sull´accordo firmato ieri in Campidoglio. In generale le associazioni a difesa dei consumatori sono ancora offese perché Veltroni non li ha ricevute e ha delegato l´assessore Valentini a sostituirlo. «Il patto è inutile senza sanzioni che puniscano i commercianti avidi», sostiene Primo Mastrantoti, il segretario dell´Aduc. «I parametri di Maastricht – afferma Mastrantoni – vengono rispettati perchè sono previste sanzioni pecuniarie per chi le viola. Già in passato, nel change-over da lira ad euro, il Campidoglio aveva stretto un patto per evitare rincari che invece sono sotto gli occhi di tutti. Nessun accordo funziona senza multe. E poi, diciamo, il protocollo è tardivo perchè firmato quando i buoi sono già fuggiti dalla stalla».
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