29 Agosto 2002

«Congelati» 40 prezzi, Billè: «Demagogia»

Confcommercio contraria al patto Confesercenti-Consumatori su alcuni prodotti ortofrutticoli esclusi

«Congelati» 40 prezzi, Billè: «Demagogia»

ROMA «Qui si tengono i prezzi bloccati». Sarà più o meno questo il messaggio applicato sulle porte dei negozi di alimentari, abbigliamento e servizi per la casa che aderiranno al Patto siglato ieri da Confesercenti e consumatori. Sotto questa sorta di bollino blu ci sarà un elenco di quaranta prodotti con a fianco scritto il prezzo in vigore prima delle ferie e quello di oggi. Prezzi che dovranno essere uguali e restare bloccati fino a fine anno. «Ma l?auspicio è che il blocco continui anche nel 2003», dice Marco Venturi, presidente della Confesercenti (220 mila associati) al termine di due ore e mezzo di discussione con i rappresentanti dell?Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori).
«Un patto eccezionale – commenta Carlo Pileri, presidente Adoc – che è aperto a tutti quanti vogliano aderire. Sia fra i consumatori, sia fra i dettaglianti. Speriamo che sia un punto di partenza, un progetto sul quale coinvolgere anche il governo. Abbiamo chiesto un incontro a Berlusconi e attendiamo che ci dia una risposta». Intanto resta confermato lo sciopero della spesa del 12 settembre.
Chi non era presente al tavolo boccia l?accordo. Violenta la reazione di Sergio Billè, presidente della Confcommercio. «È un?iniziativa demagogica che non porta da nessuna parte, il calmiere è uno strumento da soviet non più proponibile. La soluzione? Azionare immediatamente la leva fiscale, diminuire le tasse come hanno fatto gli Stati Uniti». «Iniziativa fine a se stessa e inutile», dice Vincenzo Donvito, presidente Aduc.
Il via libera definitivo al Patto contro l?inflazione lo darà la giunta nazionale della Confesercenti il 4 settembre, poi saranno coinvolti i mezzi di informazione, ci sarà una campagna pubblicitaria. «I prodotti bloccati saranno scelti fra i generi di largo consumo, quelli che ogni giorno finiscono nel carrello della spesa». «Non ci sarà l?armadio a sei ante», scherza Carlo Rienzi, Codacons, riferendosi al contestato paniere Istat. «Non ci saranno nemmeno i generi ortofrutticoli – spiega Rosario Trefiletti, Federconsumatori – perché sono prodotti influenzati dalla stagionalità, dagli eventi atmosferici. Ma ci saranno i formaggi, il prosciutto, l?acqua minerale».
I controlli? «Li faranno soprattutto i consumatori», informa Rienzi. Ma il caro-prezzi non si combatte con il blocco di pochi prodotti simbolo. «Faremo ogni sforzo possibile per il contenimento delle tariffe pubbliche e dei prezzi dei servizi obbligatori. Da qui iniziative per far pressione a avvocati, medici, architetti, geometri, ingegneri, notai a praticare ai clienti le stesse tariffe applicate il 1 giugno 2002. Si cercherà anche di coinvolgere i produttori e le loro associazioni».
Poi ci sono le richieste all?Istat. Per esempio quella di creare un «indice di rilevazione dei prezzi al consumo per le categorie più povere, che fotografi meglio l?impatto dell?inflazione su chi ha meno soldi a disposizione». La riforma dei criteri di elaborazione dell?indice dei prezzi al consumo deve passare – dicono ancora Confesercenti e consumatori – «dall?istituzione di una commissione nazionale di studio formata da commercianti e consumatori». Da ieri poi, è istituito anche un Comitato di crisi (con rappresentanti dei commercianti e dei consumatori) per la gestione delle emergenze che dovessero verificarsi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this