27 Agosto 2002

Senza aereo 1.200 passeggeri

È guerra tra Air Italy e PanAir, bivacco in aeroporto Denunce e accuse per i sei voli “scoperti“ tra sabato e ieri negli scali di Palermo, Catania e Spalato

Senza aereo 1.200 passeggeri

Si sono concluse le vacanze all`inferno per i 900 passeggeri della PanAir abbandonati in tre aeroporti per trenta ore. I viaggiatori dopo tante peripezie finalmente sono rientrati a casa o hanno raggiunto le sospirate spiagge. Ma altri trecento continuano a bivaccare a Catania in attesa che arrivino due aeromobili per portarli a Parigi e a Barcellona. Ieri quando all`orario di partenza previsto, le 14,30, i passeggeri si sono resi conto che i mezzi non erano al momento disponibile hanno inscenato, inferociti, una manifestazione di protesta. Sulla compagnia aerea, piantata in asso dall`Air Italy, da cui aveva noleggiato i mezzi, si è abbattuta una tempesta di esposti da parte passeggeri, del tour operator “Dimensioni viaggi“ e dell`associazioni dei consumatori Codicons. La stessa PanAir ha presentato una denuncia civile contro l`inadempiente Air Italy per chiedere il risarcimento dei danni. Sarà un vero rompicapo per la magistratura fare chiarezza in una situazione intricatissima, dove ognuno dei contendenti reclama le proprie ragioni. Intanto sulle compagnie coprotagoniste del pasticciaccio di agosto si abbatte l`ira dell`Enac, l`Ente nazionale dell`aviazione civile, che nei prossimi giorni, di concerto con il ministero dei Trasporti, procederà a «verificare se permangono le condizioni per consentire ai due vettori di continuare a effettuare attività di trasporto aereo in base alle vigenti norme comunitarie che disciplinano la materia». «Noi e il ministero – continua la nota dell`Enac – siamo già intervenuti per evitare che la vertenza in atto tra PanAir e Air Italy producesse pesanti ripercussioni a carico dei passeggeri. Sulla base di un pronunciamento della magistratura palermitana avevamo ingiunto a quest`ultima di mettere a disposizione della PanAir un aeromobile nei termini previsti dal contratto». A questo punto l`autorizzazione per l`Air Italy sembra davvero improbabile. Ma anche la PanAir rischia.
Cominciamo dall`inizio questa brutta storia di disservizi. Due settimane fa l`Air Italy lascia appiedati, negli aeroporti di Punta Raisi e Fontanarossa, circa trecento passeggeri PanAir diretti a Monastir, Istanbul e Lourdes. La PanAir denuncia all`Enac e alla magistratura l`Air Italy perchè non ha fatto arrivare gli aerei nonostante il contratto di noleggio.
«Dopo la nostra iniziativa – racconta Salvatore Travagliante, amministratore unico della PanAir – abbiamo raggiunto un nuovo accordo. L`Air Italy si è impegnata a onorare il contratto per i voli successivi e noi abbiamo ritirato gli esposti. Ma presto ci siamo resi conto che si è solo trattato di un espediente per prendere tempo, tant`è che nell`ultimo weekend ci ha giocato lo stesso tiro. Siamo molto dispiaciuti per i disagi dei passeggeri che si erano rivolti alla nostra compagnia, ma noi non abbiamo alcuna colpa e siamo pronti a sostenere le nostre ragioni di fronte a qualsiasi giudice. Finora abbiamo subito danni per oltre 250 mila euro tra alberghi, ristoranti e altro per i viaggiatori rimasti a terra. Senza contare il fatto che gli operatori non ci vogliono pagare a causa dei ritardi».
E siamo a sabato scorso. È l`inferno. I passeggeri diretti da Palermo a Milano e a Monastir, da Spalato a Palermo e da Catania a Ginevra, restano in panne. «La stesa notte chiamo l`amministratore dell`Air Italy, Mario Rusconi, e mi dice che non può farci nulla – racconta Travagliante – La verità è che la società è sull`orlo del fallimento e ha dirottato i mezzi su linee più remunerative». «Perché ci siamo rivolti a una compagnia a rischio? – continua – Pensavamo che dopo aver pagato la tassa all`Enac, 17 mila euro, pur di fargli rinnovare la licenza, onorasse l`impegno. Invece…».
Mentre l`Air Italy in una nota sostiene di non aver alcuna responsabilità nella vicenda, il Codacons invita tutti i passeggeri coinvolti nella disavventura a chiedere un risarcimento dinanzi al giudice di pace di almeno mille euro.

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