«Rc auto, subito la legge o riforma per decreto»
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fonte:
- Corriere della Sera
Marzano al Senato: accelerate i tempi. Spunta l?ipotesi di un condono fiscale da 10 miliardi
ROMA – Nessun blocco delle tariffe Rc auto. Solo un?accelerazione della riforma che riordinerà il settore assicurativo. Contro il caro-polizza, il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ieri ha minacciato il ricorso a un decreto nel caso in cui il Senato non varasse la riforma del settore. E intanto non viene esclusa nemmeno l?ipotesi di congelare il canone Rai, come spiega il consigliere di amministrazione, Marco Staderini. Sul blocco delle tariffe si dividono sindacati e associazioni dei consumatori, convocate da Marzano per il 4 settembre.
POLIZZE – Il disegno di legge sulla Rc auto ha ottenuto l?approvazione della Camera nel febbraio scorso. Allora però l?ostruzionismo della stessa maggioranza (soprattutto An) produsse modifiche e stralci del testo originario. Due le norme principali cancellate: l?obbligo di riparare il danno per ottenere il risarcimento, e l?esclusione dal rimborso delle spese professionali sostenute prima del decorso dei termini della richiesta all?assicurazione.
Ora Marzano corre ai ripari: augurandosi che «il provvedimento possa essere definitivamente approvato in tempi brevi senza ulteriori emendamenti che ne indeboliscano l`efficacia», il ministro «in alternativa si riserva di discutere con il presidente del Consiglio la possibilità di ricorrere ad un decreto legge». Così da ieri i tecnici del ministero stanno lavorando a un testo che riassumerà la riforma aggiungendo qualche provvedimento per frenare la corsa dei prezzi.
Ma niente blocco delle tariffe, improponibile dopo la bocciatura che Bruxelles riservò a un provvedimento di questo tipo, assunto dal precedente governo di centrosinistra. Gli occhi della Commissione sono già puntati sull?Italia: «Aspettiamo di vedere esattamente quello che intende fare il governo italiano» ha detto ieri il portavoce del commissario Ue Frederik Bolkestein, Jonathan Todd.
Il decreto Rc-auto potrebbe approdare in Consiglio dei ministri già il 6 settembre prossimo, forse solo per un primo esame, giusto avere il tempo di sondare gli umori della maggioranza in Senato. Marzano non ha infatti perso la speranza di vincere la sfida parlamentare: «Il disegno di legge – ha detto ieri – benché oggetto di vari emendamenti rappresenta proprio la riforma di struttura da varie parti auspicata nel dibattito di questi giorni».
Qualche rassicurazione giunge dal presidente della Commissione Industria di Palazzo Madama, Francesco Pontone (An): il provvedimento potrebbe essere calendarizzato il 19 settembre. «D?altro canto – ammette Pontone – si tratta di una legge urgente che merita di essere anteposta alla discussione di altri provvedimenti». Il senatore tuttavia non scarta l?ipotesi-decreto: «A me andrebbe benissimo, così il testo potrebbe essere ulteriormente migliorato, anche alla luce degli ultimi aumenti, ingiustificati ed assurdi, delle tariffe Rc auto».
CANONI E PEDAGGI – «Non ci si può svegliare con un decreto e pensare di risolvere così la questione dei prezzi – attacca Pier Luigi Bersani, responsabile economico dei Ds -. Ci vuole pressing , bisogna cercare ogni giorno d?incalzare, con forme di moral suasion ». Per il collega della Margherita, Enrico Letta, «affrontare questo tema oggi è come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati». La situazione attuale dei prezzi, cui contribuisce anche il rialzo delle tariffe Rc auto, sarebbe dovuta «a scelte sbagliate compiute dal governo nei mesi scorsi».
Divisi i sindacati. La Cgil, in attesa di maggiori indicazioni da parte del governo sulle tariffe, esprime dubbi di «legittimità». Per la Cisl, un intervento «rapido e decisivo» sulla Rc auto «è necessario». Anche secondo la Uil, quello del governo è «un segnale di apertura importante», a patto che non comporti, in cambio, un taglio delle pensioni.
I consumatori intanto ieri hanno ottenuto un incontro con Marzano per il 4 settembre. Critiche sulle modalità dell?eventuale decreto giungono da Aduc e Federconsumatori. Adusbef e Codacons invece auspicano un blocco delle tariffe, ipotesi contestata dai piccoli azionisti della società Autostrade.
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