26 Agosto 2002

Sarà una Finanziaria da 20 miliardi

CONTI PUBBLICI In arrivo una nota del Tesoro che rivede le stime di giugno. Buttiglione frena sulla stretta alle pensioni

Sarà una Finanziaria da 20 miliardi

“No comment“ della Banca centrale europea alla proposta di Tremonti di stampare banconote da 1 euro

Mentre la Banca centrale europea saluta con un «no comment» la proposta di stampare anche banconote da 1 euro, i tecnici del ministro Tremonti sono al lavoro per preparare la ripresa. È data ormai scontata la presentazione di una Nota aggiuntiva al Dpef per rivedere al ribasso le stime di crescita (0,9 per cento nel 2002). Sull`entità della prossima manovra, è già tutto un balletto di cifre, ma le stime di luglio (18,5 miliardi di euro) sono superate e si viaggia verso quota 20. Il ministro Rocco Buttiglione frena voci di un rafforzamento della delega previdenziale. «Sul fronte delle pensioni – avverte – bisogna essere cauti, agendo nel rispetto degli impegni assunti con i sindacati».

Il ministero dell`Economia è impegnato su due fronti: la lotta ai «catastrofisti» (secondo Tremonti «c`è un eccesso di pessimismo» anche tra gli esperti) e l`adeguamento dei documenti di finanza pubblica ad una congiuntura internazionale che appare sempre più sfavorevole. La Nota aggiuntiva al Dpef servirà per prendere atto dell`ulteriore flessione dell`economia mondiale. Il Fmi ha già rivisto le previsioni di crescita a livello planetario, il governo italiano farà altrettanto. Per l`anno in corso le stime sul Pil prevedono una discesa dall`1,3 allo 0,9 per cento, per il 2003 si passa dal 2,9 al 2,4. Quindi la prossima finanziaria sarà più pesante, l`entità della manovra dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 miliardi di euro. I dettagli sono allo studio: nuove cartolarizzazioni, valorizzazioni del patrimonio pubblico, privatizzazioni, tagli alla sanità e sul pubblico impiego. Tornano anche voci di interventi sulle pensioni. Ma Buttiglione frena: «Esiste un impegno con i sindacati a non intervenire per tutto il 2002, in più a non agire senza un ampio dialogo sociale». Il governo, invece, non avrebbe intenzione di rivedere il suo programma di riduzione delle imposte né di proporre il condono fiscale, benché nulla vieti che l`iniziativa sia presa dai parlamentari. Sono poco incoraggianti anche i conti dei rinnovi contrattuali. Se si calcolano gli aumenti salariali in base all`andamento reale del costo della vita, come Berlusconi ha promesso a Rimini, ci vogliono 4,5 miliardi di euro solo per i dipendenti pubblici.

Complice la giornata festiva, ha suscitato poche reazioni «l`asso» calato da Tremonti nella sera di sabato: proporre ai partner europei di stampare banconote da un euro, omologhe dei biglietti verdi americani con il ritratto di George Washington. A Francoforte, sede della Bce, non commentano, perché la proposta non è stata ancora formalizzata. L`idea è considerata «estremamente interessante» dal viceministro delle Attività produttive Adolfo Urso perché «nella nostra tradizione i soldi veri sono solo le banconote, quelli di carta, poi ci sono gli spiccioli, le monetine». È «un`ottima idea» anche per Giancarlo Galli, responsabile del servizio studi di Confindustria. «Intuitivamente – osserva – le banconote da 1 e 2 euro potrebbero frenare certi arrotondamenti». Galli, infatti, considera i commercianti responsabili degli aumenti dei prezzi. Opposta l`opinione degli esponenti del centrosinistra. «La proposta di Tremonti sulla banconota da 1 euro – dice l`ex sottosegretario Roberto Pinza – è il segno che il ministro considera gli italiani degli stupidi il cui atteggiamento cambia a seconda che abbiano in tasca una moneta o un biglietto. Non hanno un`idea – aggiunge – e quelle che hanno sono costose boutades estive». Il verde Alfonso Pecoraro Scanio osserva che non si risponde con proposte «irrealizzabili o quantomeno futuribili» al carovita «concreto» degli italiani. «Tremonti – prosegue – rilasci meno interviste e venga in Parlamento con proposte sensate e spieghi piuttosto come mai il Comitato di controllo sugli aumenti dovuti all`euro non ha fatto nulla». Sulla banconota da 1 euro le organizzazioni dei consumatori sono divise. «È cosa buona e giusta» plaude l` Adusbef, che ricorda di aver formulato per prima la proposta, mentre l`Adiconsum la bolla come «acqua calda, è costosa e inutile» e la Federconsumatori la considera «giusta ma tardiva». Le divisioni scompaiono quando si tratta di indire il secondo sciopero degli acquisti. La protesta avrà luogo il 12 settembre, come hanno deciso i comitati direttivi dell`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori).

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