Il blocco delle tariffe non convince
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fonte:
- Giornale di Brescia
Il blocco delle tariffe non convince
E Tremonti propone la banconota da un euro: «Alla carta si dà più valore»
La prima sortita di Silvio Berlusconi dopo le vacanze non sembra aver colto nel segno. Almeno per ciò che riguarda i due commenti del presidente del Consiglio sulla recrudescenza dell?inflazione e sul rinnovo dei contratti di lavoro. L?accenno di Berlusconi al guardare ai dati Istat sui rinnovi contrattuali, ha messo in agitazione la Federmeccanica: «Il punto di riferimento deve continuare ad essere l?inflazione programmata per il 2003, cioè l?1,4%, come previsto dalle attuali regole in materia». E le parole del presidente del Consiglio sul blocco delle tariffe che il Governo si appresterebbe a varare nel 2003 per porre un freno all?inflazione hanno suscitato più critiche che consensi. Per ora, i soli favorevoli all?idea sono stati Cisal e Codacons, che ha però invitato il Governo a dire subito di quali tariffe si tratta. Mentre le reazioni di segno contrario sono state di tipo trasversale. Sindacati, associazioni dei consumatori e imprenditori, ciascuno dal proprio punto di vista, hanno bocciato l?idea. E l?economista Giacomo Vaciago l?ha bollata come una proposta «esilarante». Tra i sindacati, se per il prossimo numero uno della Cgil Guglielmo Epifani «lo strumento del blocco è una politica di emergenza cui si ricorreva negli anni della finanza pubblica disastrata, e non ha mai funzionato», da Raffaele Bonanni della Cisl non c?è per ora nessuna concessione: «Aspettiamo il Governo alla prova dei fatti». «Non credo che le parole di Berlusconi riguardino il settore industriale» commenta invece il presidente di Acea (l?ex municipalizzata romana) Fulvio Vento. «Esso risponde alla logica del mercato e della Borsa. E poi sono ipotesi impraticabili perché le decisioni in materia spettano alle Autorità di settore o agli Enti locali». Anche Trenitalia, la società del gruppo Fs, è fortemente contraria al blocco delle tariffe e ha lanciato l?allarme: il blocco dell?adeguamento tariffario che sarebbe dovuto scattare lo scorso gennaio ha già provocato mancati incassi per 45 milioni di euro. Se fossero bloccati anche gli aumenti previsti per settembre, si arriverebbe a fine anno a oltre 60 milioni di euro di minori ricavi. Riguardo all?eventuale blocco delle tariffe Rc auto, l?associazione dei consumatori Adiconsum la giudica «solo demagogia». Per l?Adiconsum, l?unica strada percorribile è quella di incrementare la concorrenza. Ma le proposte arrivano anche da parte politica e il ministro dell?Economia Giulio Tremonti mette in campo un?altra «ricetta» per combattere l`inflazione: sostituire la moneta da un euro con un biglietto di carta di pari valore. Come negli Usa, dove c?è la banconota da un dollaro: «Cercheremo di convincere l?Europa a fare l?euro di carta. È una cosa molto importante per stabilire i valori: alla moneta si tende a non dare valore, alla banconota si dà valore». Sul fronte dell?opposizione, invece, il leader dei Ds Piero Fassino si dice « preoccupato» perchè «non si vede sulla base di quali dati Berlusconi sia così ottimista. Basta andare in un mercato, in un negozio per vedere che i prezzi sono alle stelle, che l?inflazione ha ripreso. Peraltro l?economia ristagna. Quest?anno avremo il tasso di crescita più basso degli ultimi dieci anni». Per Fassino non è vero che l?inflazione in crescita sia legata all?euro: «S emmai è grazie all?euro che l?economia italiana è diventata più solida. È oggi che l?Italia rischia, perchè con la politica di Tremonti – spiega – noi rischiamo di compromettere i risultati positivi ottenuti con l?euro» . Insomma, dopo l?intervento di Berlusconi il dibattito si è immediatamente rianimato. Alla ribalta è tornata la salute dell?economia italiana: anche perché sta per iniziare il duro lavoro di costruzione della Legge finanziaria, che dovrà essere varata entro la fine di settembre. Crescita, inflazione, spesa pubblica ed entrate fiscali sono tutti punti nell?agenda del Governo.
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