25 Agosto 2002

Banda alla Malpensa: 37 indagati

Banda alla Malpensa: 37 indagati

Anche un arresto per i furti di bagagli ai passeggeri

MILANO ? Si erano organizzati alla perfezione, l?aeroporto della Malpensa era diventato per loro una fonte di guadagno inaspettata. Rubavano dai bagagli dei passeggeri in transito orologi, abbigliamento di marca, profumi, macchine fotografiche, videocamere e oggetti preziosi. Ma la pacchia per 37 dipendenti della Sea è finita l?altra notte quando nelle loro case hanno bussato le forze dell?ordine.
La polizia di frontiera presso lo scalo aeroportuale di Malpensa li ha incastrati. Sono indagati per furto e ricettazione e un dipendente, M.D., 30 anni, è stato arrestato perché nella sua abitazione sono stati rinvenuti alcuni proiettili da guerra, per lui sono scattate le manette con l?accusa di detenzione illegale di munizioni da guerra.
«Avevamo riscontrato diverse denunce di furti, così sono state posizionate delle telecamere e i reati sono venuti alla luce uno dopo l?altro», spiega Giuseppe Codispoti, responsabile della polizia giudiziaria dello scalo.
Durante le perquisizioni effettuate in 7 appartamenti di 10 degli indagati, è stata trovata refurtiva per un valore di circa 25 mila euro. Gli agenti hanno controllato anche gli armadietti negli spogliatoi dei dipendenti e dai filmati registrati dalle telecemaere nascoste durante le indagini si vedono chiaramente gli addetti allo smistamento che, prima di caricare i bagagli dei turisti sul tapis roulant per farli transitare da un aereo all?altro, frugavano nelle valigie e sottraevano il materiale ritenuto più «interessante».
Poi lo nascondevano negli spogliatoi diventati veri e propri «mercatini» della merce rubata. Tra gli ultimi furti registrati, quello di uno snowboard, prima infilato in verticale in un armadietto e poi, durante la notte, lanciato fuori dalla finestra degli spogliatoi dove c?era un?automobile in attesa del carico.
A inchiodare la banda, accusata anche del furto di alcune auto che i turisti parcheggiavano all?aerostazione durante la vacanza, sono stati infatti le telecamere e i microfoni piazzati negli ultimi mesi che hanno registrato le modalità dei furti e le persone implicate. Le indagini, inziate più di un anno fa, sono state condotte con la collaborazione della stessa Sea, in seguito a molte denunce di furti di oggetti nei bagagli di persone che si trovavano in transito, segnalazioni che provenivano dagli aeroporti di arrivo dei turisti derubati. In alcuni casi i dipendenti indagati hanno ammesso le loro responsabilità e hanno fornito elementi utili per il proseguimento delle indagini che non sono ancora concluse.
Ma per il diregente della Polaria, la polzia aeroportuale, Giovanni Gigliofiorito, i 37 dipendenti coinvolti devono essere licenziati in tronco. «Nel passato avevamo già scoperto l?entità di questi furti», ha detto il dirigente, «ma le 50 persone ritenute responsabili, dopo aver patteggiato, furono tutte riammesse al lavoro. Ora spero che questi 37 indagati siano messi in condizioni di lasciare definitivamente la Sea».
Sulla clamorosa vicenda interviene anche il Codacons chiede al magistrato che si occupa dell?inchiesta che sia ipotizzato il reato di associazione a delinquere. Non solo, ma il Codacons invita la Sea, la società di gestione dello scalo aeroportuale di Malpensa, a risarcire i danni provocati dai suoi dipendenti.

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