Sciopero della spesa? Possibile
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fonte:
- La Provincia Pavese
Bossi: «Famiglie in difficoltà»
Il leader leghista attacca l`Istat, i consumatori alzano il tiro sui prezzi
ROMA. Sull`inflazione il pessimismo di Umberto Bossi, ministro delle Riforme, contro l`ottimismo di Antonio Martino, ministro della Difesa. Poi proposte, minacce di scioperi dei consumatori.
Bossi lo dice chiaro: «Dell`Istat non sono mai stato amico». «Né dell`Istat né di enti simili che ogni volta che diedero i numeri li diedero davvero». E qui parte una citazione storica: «Al tempo di Mussolini, ad esempio, quando mandarono in guerra il Paese dicendo che avrebbe consumato meno carbone che in pace». Poi il leader della Lega si fa serio: «Il problema è che alla terza settimana del mese i soldi dello stipendio sono già finiti. Occorre ricordare a tutti che un euro sono 2mila lire, non mille».
Il suo collega di governo, Antonio Martino, è meno pessimista. «La crescita degli indici relativi ai prezzi di luglio e agosto è quasi certamente un fenomeno isolato, dovuto al passaggio all`euro». Poi, al contrario di Bossi, si schiera con l`Istat.
Ma i consumatori restano di tutt`altro avviso. Confrontando il paniere utilizzato per le rilevazioni statistiche e il tasso di inflazione registrato (+2,3%) hanno calcolato che secondo l`Istat ogni famiglia spenderebbe un euro in più al giorno. «Si tratta di un dato – fa notare Paolo Landi, presidente Adiconsum – che ognuno può verificare come assolutamente non veritiero e che in media significa per le famiglie una cifra almeno tre volte superiore».
Da qui l`insistenza per ottenere alcuni impegni da parte del governo, dal blocco delle tariffe (che Berlusconi ha già messo fra le priorità) al tavolo di confronto sui prezzi. Altrimenti? Si potrebbe arrivare ai primi scioperi della spesa o ad altre manifestazioni di protesta dice Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. «Continueremo a perseguire risultati concreti a partire dall`incontro del 28 agosto con i commercianti – annuncia – l`Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) dovrà dispiegare una serie di iniziative di mobilitazione con giornate di protesta, scioperi dei consumi, presìdi davanti a Palazzo Chigi».
L`Aduc, altra associazione consumatori, fa intanto notare come ci siano dei segnali contrastanti che vengono dai mercati. «All`ingrosso i prezzi stanno calando, mentre al consumo crescono – spiega il segretario Primo Mastrantoni – dai dati del ministero delle Attività produttive emerge che le pere calano del 16 per cento alla produzione e aumentano del 18 nei supermercati. Al governo non chiediamo un impensabile blocco dei prezzi, ma che ci sia finalmente trasparenza sui cartellini con l`indicazione del costo alla produzione e al dettaglio».
Sul fronte Istat da registrare che il corrispondente europeo, l`Eurostat, cerca di tenersi fuori dal dibattito sul paniere italiano. Prepara, invece, migliorie all`Hicp, ovvero l`indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell`Unione europea.
Una richiesta l`avanza anche la Confedilizia. «Per il calcolo del costo della vita – dice il presidente Corrado Sforza Fogliani – devono avere un peso adeguato, oltre agli affitti, anche i mutui casa». Poi chiede che venga istituito un osservatorio dei prezzi immobiliari e che sia l`Istat a realizzarlo: «Altrimenti faremo per conto nostro».
Stefano Saglia, An, d`accordo con Tabacci per l`istituzione di una commissione di indagine parlamentare sui prezzi, propone, per l`immediato un «tavolo calmiere sulle tariffe con governo, Antitrust e Autorità per l`energia».
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