24 Agosto 2002

«Nessuna imposizione, i prezzi li fa il mercato»

La posizione delle associazioni in vista dell?incontro di mercoledì in Campidoglio. Anche la Regione convoca l?Osservatorio

«Nessuna imposizione, i prezzi li fa il mercato»

Confcommercio e Confesercenti disposte ad accettare solo un «patto d?onore» e un monitoraggio

«Nessuno può imporre limiti ai prezzi, ci pensa il mercato. Stato, Regione e Comune hanno aumentato tutto ciò che potevano, e adesso non pensino di controllarci. Al massimo, possiamo accettare un comitato di monitoraggio, da far eseguire anche ai nostri rappresentanti, ma non sul singolo negozio, solo sulla media di quartiere». Né controlli, né ispettori, né bollini di garanzia, né doppio cartellino: al tavolo di mercoledì voluto dal sindaco Walter Veltroni per fronteggiare il «presunto» aumento dei prezzi, Confcommercio e Confesercenti, quindi i rappresentanti di oltre quarantamila punti vendita nella città, si presenteranno così, con le idee chiare. Il Comune aspettava suggerimenti e proposte, e ciò che avrà è «il comitato di monitoraggio formato da consumatori, uomini dell?amministrazione e commercianti». E basta: «Oltre non si va, spetterà poi ai cittadini, debitamente informati, scegliere il negozio di fiducia in base alla media dei prezzi applicati nel quartiere». «Accettiamo un “patto d?onore“ – dicono sia il presidente di Confcommercio Roma, Cesare Pambianchi, sia quello di Confesercenti, Antonio Nori – ma diciamo un no insuperabile ad ogni lista di buoni e cattivi, ad ogni ulteriore controllo nei nostri negozi recentemente proposto dal ministro Marzano». Intanto i prezzi aumentano, però. «No, è solo una questione psicologica dei consumatori, che dopo l?11 settembre, causa anche i crolli della Borsa, hanno perso fiducia – ribatte Nori – e l?Istat lo dimostra, gli aumenti praticamente non ci sono stati». E proprio all?inflazione segnalata dall?Istat, come chiesto da Veltroni, i commercianti si adegueranno. Ma senza controlli, sulla fiducia, «con un patto».
Così mentre le associazioni dei consumatori (il Codacons segnala aumenti dal 4,5 al 18%), fanno notare che «sui banchi e nei negozi non c?è traccia d?onore», Confesercenti e Confcommercio bocciano ogni tipo di ipotesi formulata negli ultimi giorni: «No alle liste in Internet per segnalare quali sono i punti vendita ad aumentare i prezzi, no alla polizia annonaria, no al marchio di garanzia». Insomma, come dice Pambianchi, «no al controllo del Comune».
Ma, oltre al «vertice» convocato dal Campidoglio per il 28, anche la Regione si muove: l?assessore alle attività produttive, Francesco Saponaro, ha convocato per il 30 agosto, l`Osservatorio regionale del commercio, proprio per «intervenire sulla formazione del prezzo».
Invece dei «patti» il Codacons propone il «blocco dei listini a fine luglio e controlli a tappeto». «Noi possiamo aumentare le offerte speciali – replica Antonio Nori – ma siamo seri: Roma è la città con i prezzi più bassi d?Italia, e questa storia degli aumenti è una tempesta in un bicchier d?acqua».
Difficile da mandar giù, comunque, visto che un po? ovunque, in città, vengono segnalati aumenti. E l?associazione per i diritti di utenti e consumatori, l?Aduc, parla di «strani casi»: «Il prezzo della pera, secondo i dati del ministero delle Attività produttive – dice l?associazione – all?ingrosso è sceso del 16 per cento ma alla vendita cresce del 18 per cento».

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