23 Agosto 2002

E a settembre secondo gli esperti sarà peggio

Primo rialzo dell?indice dopo cinque mesi
E a settembre secondo gli esperti sarà peggio

Previsioni confermate. Stavolta il fiuto degli analisti ha fatto centro. L?inflazione ha davvero rialzato la testa. E ad agosto è salita al 2,3% dal 2,2% di luglio: una tendenza che non si registrava da cinque mesi. Il verdetto è arrivato ieri dalle città-campione: i prezzi al consumo sono cresciuti rispetto al mese scorso dello 0,1%. Sembra poco, ma nell?agosto 2001 erano rimasti fermi e questo spiega la tendenza al rialzo. Nel mirino soprattutto bar, ristoranti, sigarette e trasporti. Dal Sud al Nord una lunga sfilza di incrementi. Tra i dodici grandi centri dello Stivale, Palermo si è aggiudicata la variazione mensile più consistente con un +0,3%. Prezzi invariati, invece, ad Ancona e Torino. E mentre Bari, Bologna, Napoli e Perugia rivelano un +0,1%, Genova, Milano, Trieste e Venezia sono diventate più care dello 0,2%. Solo a Firenze il costo della vita è sceso dello 0,2%. Comunque, l?ultima parola spetterà all?Istat. Tocca alla fabbrica dei numeri diffondere le rilevazioni preliminari il prossimo 28 agosto e quelle definitive il 16 settembre. E c?è da scommetterci che saranno davvero molto attese viste le polemiche di questi ultimi giorni sull?attendibilità dei responsi.
Autunno caldo. Intanto, preparatevi. Finite le vacanze, le cose non andranno meglio. Gli analisti hanno fatto un po? di conti. E parlano di un nuovo aumento della febbre dei prezzi. Settembre e ottobre potrebbero segnare persino un +2,5% sul termometro del caro-vita. Ci sarà l?effetto-alluvioni che finirà tutto sui prodotti alimentari freschi. Un impatto che – secondo gli esperti – potrebbe portare un aumento mensile nel prossimo mese dello 0,2%. Ai livelli di marzo scorso. Ma se ci si mette anche il prezzo dell?oro nero in salita e i prossimi rincari di acqua, luce, gas e trasporti, allora il quadro diventa ancora più cupo. L?inflazione potrebbe raggiungere il 2,6% ad ottobre per poi calare e chiudere a fine anno con una media del 2,4%, comunque superiore agli obiettivi (1,7% programmato, poi rivisto al 2,2%). E soprattutto lontanissimo dall?1,4% programmato dal governo per il 2003, numero che dovrebbe fare da limite per gli aumenti salariali. «Nei prossimi mesi ci sarà tensione sui prezzi – spiegano gli analisti – colpa del petrolio e del maltempo. È certo: le alluvioni avranno un impatto al rialzo su tutto l?alimentare fresco ma porteranno anche la gente a spendere meno riducendo la domanda interna». Tra i tecnici, però, c?è anche chi avverte che il dato di agosto è poco significativo, visto che le rilevazioni vengono concentrate sempre sulle città campione piuttosto che nei luoghi di villeggiatura.
Dati lunari. Insomma, la caccia alla trasparenza dei dati, continua. Per i consumatori, «l?Istat ha ancora una volta ignorato la realtà, diffondendo numeri inadeguati e distanti anni luce da quanto percepito ogni giorno dalle famiglie italiane che fanno la spesa». Il presidente dell?Adoc, Carlo Pileri, commenta: «Queste rilevazioni che contrastano con le nostre creano un pericoloso distacco di credibilità tra società e istituzioni che deve essere colmato rapidamente. In particolare – aggiunge – nel caso di Firenze, ci si troverebbe di fronte ad un calo dei prezzi dello 0,2%, quando il 20% del totale delle segnalazioni di rincari, pervenute alla nostra sede tra luglio ed agosto, ci arrivano proprio da consumatori del capoluogo toscano». E la Coldiretti avverte: «Attenti, i prezzi pagati agli imprenditori agricoli per frutta e verdura estive registrano un calo generalizzato rispetto allo scorso anno, ma tendono ad aumentare di tre o quattro volte quando arrivano nelle mani dei consumatori attraverso la vendita al dettaglio». Le associazioni degli utenti, dunque, chiedono al governo di intervenire subito e vogliono un paniere alternativo. «La situazione – dicono Federconsumatori, Adusbef e Codacons – è molto più grave di quella rappresentata dall?Istat e non può essere affrontata solo con Osservatori e 007 della polizia annonaria».

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