23 Agosto 2002

Tariffe e grande distribuzione: un +2,5% in agguato a settembre

Tariffe e grande distribuzione: un +2,5% in agguato a settembre

ROMA ? Agosto, inflazione all`insù. Ma a infiammare ancor di più gli animi vi è ora la prospettiva di un autunno ancora più bollente, causa i rincari già autorizzati delle bollette di gas, elettricità e canone telefonico, Rc auto. O all`eventualità dello sblocco degli aumenti medi del 4,1% dei biglietti ferroviari. A ciò si aggiunga il previsto boom di aumenti del corredo scuola in autunno, che potrebbe raggiungere punte del 29% per alcune voci, secondo il Codacons, mentre l`Adoc avverte che un atlante o un vocabolario potranno pesare fino al 10% in più sulla borsa familiare. Altrochè allarmismo pericoloso, quindi; secondo l`Adoc, «ancora una volta l`Istat è lontano anni luce dal Paese reale; ignora la realtà italiana, diffondendo dati che appaiono ai cittadini inadeguati». «Tali dati ? dice il presidente Pilieri ? che contrastano con quelli raccolti dalle associazioni, creano un pericoloso distacco di credibilità tra società e istituzioni, che può e deve essere colmato rapidamente». Paolo Landi, dell`Adiconsum, sottolinea che gli aumenti stanno compromettendo i consumi e, di conseguenza, lo sviluppo economico. Perciò, «il governo deve congelare la tariffe e chiedere a commercio, banche e professioni di ridurre gli aumenti già attuati».
Ma non è finita: secondo gli esperti, sono possibili sia una tensione sui prodotti energetici sia un rincaro delle tariffe nel prossimo futuro. Gli analisti mettono in evidenza anche un aumento dei prezzi delle bevande alcoliche e dei tabacchi come conseguenza delle maggiori accise che sono state introdotte.
Anche sulla base del dato di agosto, che per taluni osservatori, è abbastanza disomogeneo e si pone comunque a cavallo tra il 2,2 e il 2,3 per cento, è facile presumere «un aumento a settembre» dell`indice dei prezzi. Ipotizzabile anche al 2,5% perchè nel mese prossimo ? come si è già accennato ? ci sarà appunto il tradizionale aumento dei listini nella grande distribuzione e nel dettaglio in generale nonchè le spese per la scuola.
Pesa poi su tutto lo scenario, secondo gli esperti, l`incognita della crisi politica internazionale sul prezzo del petrolio.
Comunque sia, ciò che in queste ore emerge è la necessità che si riveda il sistema di rilevamento dei dati da parte dell`Istat, perché, sottolinenano i consumatori, «troppo lontani dalla realtà». Così si avanzano le prime ipotesi: per rilevare i singoli beni la «strada percorribile è quella dei registratori di cassa ? spiega Marco Martini dell`Istat ?: basterebbe che l`Istituto ricevesse direttamente i rullini cartacei e sarebbe in condizione di misurare effettivamente il prezzo medio di una categoria».
Un`ipotesi, quella di utilizzare i registratori di cassa, già allo studio del ministero delle Attività produttive, si fa sapere, attraverso l`avvio del progetto E-Shop: uno strumento che dovrà sostituire gli attuali registratori di cassa e al quale l`Istat si potrà facilmente collegare avendo in tempo reale i dati di cui ha bisogno, senza quindi ricorrere all`acquisizione del materiale cartaceo. Il progetto è in fase avanzata, esiste già un regolamento attuativo, ora all`esame del Consiglio di Stato per il parere, e un fondo di 15 milioni di euro che sicuramente verrà rifinanziato con la prossima Finanziaria e che servirà a favorire da parte delle medie e piccole strutture di vendita l`acquisto di questo strumento.

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