18 Agosto 2002

Caos per i diritti tv

Caos per i diritti tv. I ds accusano Gasparri: “Favorisce Mediaset“
Martedì le società senza contratto faranno rinviare il campionato

Il calcio verso il rinvio
ora tocca al governo

ROMA – I rischi sono due: che il primo settembre non inizi il campionato di calcio e che non si vedano più le partite in chiaro. Due rischi reali: Gasparri che spara (“La Rai non deve offrire più di 50 milioni di euro per il chiaro alla Lega“) e gli otto club di serie A ancora senza contratto criptato (sono Atalanta, Brescia, Chievo, Como, Empoli, Modena, Perugia e Piacenza) che minacciano di spostare l`inizio del campionato dal primo settembre (il 31 agosto con gli anticipi) ad ottobre, chissà quando.

I club hanno chiesto 10 milioni di euro ciascuno, Tele+ e Stream non offrono più di 4 e mezzo e ora Corioni, Campedelli & C. sono pronti a non scendere in campo, rischiando addirittura la sconfitta a tavolino. Anche la serie B potrebbe decidere di non giocare, se non arriveranno i soldi promessi. Un caos: tanto che martedì, dopo che l`assemblea di Lega avrà “certificato“ questo fallimento totale, il mondo del calcio busserà subito alla porta di Berlusconi, chiedendo l`intervento del governo, con la mediazione di Gianni Letta, per fare partire la stagione e fare vedere ai milioni di tifosi (non tutti hanno parabola e decoder) i gol.

In Costa Smeralda si intrecciano i summit, in barca o in piazzetta a Porto Cervo: Galliani incontra i presidenti di club, Carraro chiama Galliani. La Federcalcio è sempre più preoccupata: ma il presidente federale è pronto a intervenire, come fece lo scorso anno spuntando l`accordo con la Rai in extremis. In Federcalcio sono seccati per la presa di posizione di Gasparri (“demagogia, e poi Berlusconi che ne pensa?“) che confonde gli stipendi dei calciatori con i diritti tv.

Carraro auspica che possa prevalere il “buon senso“. Da parte di tutti, Rai e club. La Rai dovrebbe ricordare che i tifosi da 40 anni vedono “Novantesimo Minuto“, mentre club e pay tv avrebbero davanti due soluzioni possibili: confermare i contratti dell`anno scorso (Tele+ è disponibile), oppure iniziare la stagione continuando a trattare fermando il campionato semmai più avanti. Ma non iniziare sarebbe un disastro. “I tifosi non sarebbero certo felici“, fanno sapere dal palazzo federale.

La contesa ormai è diventata politica: secondo i Ds le uscite di Gasparri spianerebbero la via a Mediaset. Falomi spiega: “Il ministro lega le mani alla Rai, impoverendo il servizio pubblico e favorendo così l`altro concorrente“. Ma Gasparri e Galliani (che ha congelato i suoi incarichi in Mediaset) negano con decisione: ipotesi suggestiva, in realtà anche Mediaset sta tagliando molti avvenimenti sportivi e pare più interessata ai diritti della Champions League (da rinnovare il prossimo anno).

Il Codacons intanto diffida le tv a pagare contratti pay così onerosi, “massimo 10 milioni di euro per club“, e Rasini (Tele+) replica duro: “Qui tutti parlano, senza sapere: noi siamo un`azienda privata“. E Camiglieri (Stream) ricorda: “I presidenti del calcio sono imprenditori? Bene, allora sanno che nessuno può investire più di quanto può ricavare. Non possono quindi chiederci certe cifre. E la Lega Calcio non può pensare di punirci a forza di anticipi e posticipi“. Enrico Bendoni e i club ribelli lavorano inoltre al varo della terza piattaforma tv. “Ma non possono farcela prima di 3-4 mesi e poi costerebbe troppo: un`autentica follia“, taglia corto Rasini. Che risponde anche a Carraro: “Ha detto che Brescia-Juve conta più di Juve-Brescia? Sbagliato: in base ai nostri dati ai tifosi della Juve interessa solo che la loro squadra vinca, poco importa se in casa o in trasferta“.

Insomma, tutti contro tutti e incertezza totale: mai successo, pochi giorni prima dell`inizio. O la mediazione del governo fermerà la rissa, oppure sarà il caos. E il campionato salterà.

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