13 Agosto 2002

Caos al concerto, il Codacons chiede spiegazioni

L`associazione minaccia di rivolgersi al giudice penale. Parla uno spettatore

Caos al concerto, il Codacons chiede spiegazioni

Il concerto della discordia continua a produrre interventi. Giorni fa era stato reso noto che il Codacons aveva citato davanti al giudice di pace l`organizzazione per il rimborso delle differenza del biglietto (lo spettatore in questione aveva pagato 28 euro ma sarebbe rimasto senza posto a sedere) e il risarcimento del danno per il disagio. Sempre l`associazione di tutela dei consumatori dirama un documento, a firma del presidente avvocato Francesco Di Lieto, nel quale preliminarmente si afferma di essere «costretti a ritornare sul concerto tenutosi in data 6 agosto 2002 nell`area Magna Grecia di Catanzaro Lido, prendendo atto delle pubbliche scuse avanzate dall`organizzazione», ma anche che è «troppo facile scaricare le responsabilità sui ?soliti maleducati? – che ovviamente ci sono – i quali avrebbero ?preteso con forza? di assistere al concerto seduti. Perché a questo punto ci si deve domandare quale sia il compito dell`organizzazione, se ogni prepotente di turno decide di fare quello che diavolo gli pare». E chiede pubblicamente agli organizzatori e all`amministrazione comunale, «ognuno per le proprie competenze, di far conoscere il numero dei biglietti venduti, la capacità dell`impianto a contenere posti a sedere e posti in piedi, l`incasso complessivo della serata, l`importo corrisposto agli artisti», minacciando, in caso di mancata risposta, di rivolgersi direttamente alla Siae. Inoltre si chiede all`organizzazione di chiarire il motivo per il quale non è stato segnato sui biglietti da 28 euro l`indicazione del posto a sedere, riservandosi di adire anche il giudice penale. Dall`associazione si apprende, inoltre, che parrebbe conclusosi positivamente il calvario vissuto dalla futura mamma, che a seguito della ressa verificatasi prima e durante il concerto, ha fortemente rischiato un aborto spontaneo. Anche per quest`episodio il Codacons intende rivolgersi all`autorità giudiziaria. Contemporaneamente è diffusa una dichiarazione dell`avvocato Giorgio Mascaro, il quale scrive: «Quella sera del concerto io c`ero e quanto è successo l`ho constatato direttamente». «Addirittura», sottolinea, «Pino Daniele sul palco, all`inizio della serata, iniziata puntualmente alle 21,30, si è accorto che qualcosa non andava e ha chiesto agli organizzatori di fare qualcosa per risolvere i problemi». E narra la sua odissea: «Arrivo alle 20,15 convinto di utilizzare il parcheggio a pagamento e mi sento dire che è completo». «Riesco a entrare alle 20,30», prosegue, «e noto le gradinate occupate fino all`inverosimile; sul parterre le sedie (numerate) sono ?quasi? tutte occupate, comprese quelle con pullover e borsette. Io e mia moglie riusciamo a trovare due sedie alle ultime file che per scrutare la faccia dei cantanti ci vuole il binocolo». «Sono problemi», aggiunge Mascaro, «che io avevo previsto già quando ho acquistato i biglietti in prevendita» e ritiene che il tutto sia frutto di un programma studiato a tavolino. E riferendosi agli organizzatori li accusa di aver «creato una fonte di potenziale pericolo, le cui conseguenze solo l`estrema civiltà del pubblico presente ha evitato».

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