Codacons all`attacco per un impianto Tim
-
fonte:
- Gazzetta di Modena
Le antenne dell`Emilia
a rischio elettrosmog
BOLOGNA. Il dubbio fa accapponare la pelle. E` stato solo un caso sporadico o in Emilia-Romagna centinaia di antenne per la telefonia mobile sono state autorizzate per un errore di interpretazione della normativa vigente in materia di elettrosmog? E` la domanda che si è posto Bruno Barbieri, coordinatore del collegio legale Codacons dell`Emilia Romagna, presentando un nuovo caso di tiro alla fune tra interessi economici e sviluppo delle tecnologie da una parte e tutela della salute del cittadino dall`altro.
Protagonista della vicenda è Piero Petronio, un signore di Mezzolara, provincia di Bologna, che ha dovuto assistere alla costruzione di un`antenna della Tim alta 30 metri a soli 70 metri di distanza dalla propria abitazione – tra l`altro in aperta campagna – autorizzata dall`Agenzia regionale prevenzione e ambiente. L`antenna è stata installata sul terreno del vicino – retribuito dal gestore della telefonia mobile – che, però, vive a due chilometri di distanza. Ma il signor Petronio ha voluto vederci chiaro. E così, dopo aver rilevato il livello di inquinamento elettromagnetico, ha scoperto che l`antenna trasmette dieci volte di più la potenza dichiarata dalla Tim: 600 watt per lobo – l`antenna ne ha tre, una specie di bocca di trasmissione del segnale – invece dei 50 watt regolamentari e dichiarati dal gestore di telefonia. Perché allora, si è domandato il signor Petronio, l`Arpa l`aveva autorizzata? Ecco il nodo della questione. Male interpretando la legge regionale a tutela della salute del cittadino e della salvaguardia dell`ambiente dall`inquinamento elettromagnetico, l`Arpa ha tenuto conto solo della potenza dell`antenna dichiarata dalla stessa Tim e non, invece, della massima potenzialità di trasmissione dell`antenna. I due parametri, in questo caso, non coincidono. «E` come avere una Ferrari e dire che si va a 120 chilometri all`ora, quando la macchina può raggiungere i 240», ha spiegato Barbieri. E per chiarire la normativa vigente in materia, nella contesa ha preso la parola la Regione. Nella lettera che il 17 maggio Sergio Garagnani, dirigente dell`assessorato Ambiente, ha inviato a Petroni e all`Arpa di Piacenza – la sede madre regionale – c`è scritto: «La valutazione del campo elettrico deve essere fatta sulle condizioni di massimo impiego del sistema, indipendentemente dalle condizioni di esercizio dichiarate dal gestore, in quanto queste non possono rappresentare un dato certo e costante». E in attesa che la situazione venga chiarita, Petroni ha fatto ricorso al Tar, mentre il Codacons ha presentato un`istanza alla Regione, all`Arpa, alla Provincia e al Comune perché venga verificata la regolarità dell`autorizzazione concessa.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ELETTROSMOG
