3 Agosto 2002

Il pericolo? Chi opera senza rispettare le norme igieniche

Savona. La donna, una 22enne, è ricoverata da un mese

Si fa tatuare sulla spiaggia e contrae l?epatite virale

Il pericolo? Chi opera senza rispettare le norme igieniche

Savona. Una giovane di 22 anni residente a Savona avrebbe contratto l`epatite virale a causa di un tatuaggio che si era fatta disegnare sulla spalla. Un piccolo drago, tracciato, pare, da un ambulante cinese in una spiaggia del Ponente ligure lo scorso mese di giugno. La giovane prima ha accusato un malessere con svenimento ed è stata visitata all`ospedale. Successivi accertamenti hanno portato alla diagnosi di epatite. La giovane è stata ricoverata in una clinica milanese, dove è sotto osservazione. Sono frequenti ogni anno le vittime di mode come tatuaggi e piercing, non esenti da rischi, come quello di contarre Aids ed epatiti.
«C`è una circolare del ministero della Sanità – spiega Giuseppe Serra, presidente dell`Associazione tatuatori italiani – che viene disattesa nel 90% dei casi. Così viene lasciato il campo libero a ciarlatani, a gente che lavora in casa o che operano come saltuari in centri di estetica. Anche alcune Regioni hanno emanato delle circolari sulla materia ma si continua spesso a non attuarle dal momento che queste non possono applicare sanzioni». Ma sulla materia, esiste anche una proposta di legge depositata da tempo al Senato. Tuttavia, per Serra, sta crescendo, da parte dei clienti, la sensibilità sui rischi in cui si può incorrere, mentre sembra stia calando leggermente il numero di persone che ricorrono a queste pratiche. «Sì. Ma se da una parte diminuiscono coloro che si fanno tatuare – spiega Serra – per fortuna aumenta, dall?altra, chi si rivolge a studi professionali che operano in tutta sicurezza e nel rispetto delle norme igieniche».
Secondo alcune stime, ancora oggi in Italia, contro i 500 tatuatori che hanno un regolare studio, almeno altre 15 mila persone esercitano attività in locali non adeguati, perfino a casa. I clandestini, in altre parole, sono almeno 30 volte più numerosi dei tatuatori «doc».
«Basterebbe una normale igiene – osserva il professor Carlo Signorelli, docente di Igiene all`Università di Parma – per evitare rischi di ogni tipo. Gli strumenti utilizzati devono essere ben lavati e, possibilmente, disinfettati. Di solito, poi, chi si fa fare tatuaggi fa anche il piercing, che è ancora più rischioso».
Tatuaggi e piercing, un tempo distintivo di criminali, poi di motociclisti e di punk, oggi sfoggiati da attori e gente comune, continuano a piacere, soprattutto nel periodo estivo. Così se tra i fidanzati un tempo si scambiavano l`anello, ora per i giovanissimi un legame non è tale se non viene sugellato da uno scambio di piercing sulla lingua.
Quanto ai tatuaggi, oltre ai tradizionali, come le rose, i cuori trafitti, le ancore e i serpenti avvolti attorno ai pugnali, torna a farsi viva la moda di quello mistico: uno tra i soggetti maggiormente richiesti è ad esempio il volto di padre Pio.
Dall`America, invece, dove le mode si susseguono a ritmi sempre crescenti, piercing e tatuaggi sono stati soppiantati ormai da tempo dalla «body modification», cioè l`inserzione sotto pelle di sfere-gioiello e oggetti vari di acciao inossidabile o di teflon, che servono a creare una varietà di look.
C`è anche chi, però, di queste mode si stanca e aumentano coloro che si rivolgono al chirurgo plastico chiedendo di cancellare i tatuaggi: quelli disegnati su braccia, polsi e torace diventano un problema per i giovani che intendono entrare in Polizia o nell`Esercito, mentre molte donne sono pentite di un accessorio superato. Proprio un elfo tatuato su un avambraccio costò il posto di lavoro, qualche tempo fa, ad un aspirante pompiere: il giovane, un romano di 23 anni, pur avendo superato cinque prove selettive con una buona media, era stato escluso da un concorso a 184 posti da Vigile del fuoco e si era per questo rivolto al Codacons.
A parte questi casi, i danni maggiori, mode come piercing e tatuaggi, li hanno fatti alla salute: il caso più eclatante è quello della ventisettenne Agata Verzì, una catanese che stava per morire dopo essere stata colpita da un`epatite fulminante causata da un piercing. La donna fu salvata grazie a due trapianti di fegato a cui è stata sottoposta lo scorso anno all`Ismett di Palermo.

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