1 Agosto 2002

Vacanze gelate dall`inflazione estiva

Vacanze gelate dall`inflazione estiva

L`Istat parla di andamento stabile dei prezzi, aumentati “solo“ del 2,2% rispetto a un anno fa Ma le associazioni dei consumatori ricevono ogni giorno centinaia di telefonate di protesta

I dati provvisori sull`andamento dei prezzi – ha detto ieri l`Istat – non presentano variazioni significative: “appena“ lo 0,2% su base mensile, misurando gli aumenti intervenuti tra giugno e luglio di quest`anno, e “solo“ il 2,2% su base annuale, tenendo conto, dunque, delle variazioni cumulative intercorse tra luglio 2002 e luglio 2001, ma che arriva al più 2,4% se si prende l`indice armonizzato con l`Europa, che misura l`inflazione tendenziale da gennaio.
Può darsi che sia poco, per l`Istat per il governo per la Confindustria o per la Banca d`Italia, che parlano di “inflazione stabile“, ma è sempre un bel po` in più rispetto alla cosiddetta “inflazione programmata“, fissata dal Consiglio dei ministri nel Dpef 2002 all`1, 4%. Inflazione programmata che quindi, programmaticamente, non tiene conto della realtà, dato che anche lo scorso anno c`é stata una vistosa discrepanza tra la percentuale prevista virtualmente nei documenti di programmazione economica e finanziaria e quella che invece ha realmente gravato nelle tasche dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, e che con ogni evidenza serve soltanto a tenere bassi i criteri di contrattazione degli aumenti salariali, e null`altro. Niente rientro sotto la soglia del 2%, allora, come il presidente del Consiglio Berlusconi e il ministro dell`Economia Tremonti avevano invece promesso e giurato fino a poche settimane fa, nel corso dell`ultima riunione di Ecofin.

E nel resto d`Europa

Ma anche il resto dell`Unione non sta granché meglio. L`indice dei prezzi Ue ha ricominciato a correre, dopo aver fatto pensare e sperare nel primo semestre a una tendenza al ribasso in grado di reggere fino a fine anno, data la debole domanda interna, e ha raggiunto invece in luglio il più 1,9% su base annua, contro l`1,8 calcolato in giugno, stando ai dati di Eurostat, tenuti sotto rigida osservazione dalla Banca centrale europea.

Intanto in Italia – precisa l`Istat – i beni e i servizi che hanno subìto i maggiori rincari sono stati, va da sé, quelli legati alle vacanze e alle ferie estive: ristoranti e pubblici esercizi (+4,2%), spettacoli e cultura (+3,4), alimentari e bevande (+2,9), abbigliamento e calzature (+2,7), alcolici e tabacchi (+1,5%). Ed è per questo che i vacanzieri di casa nostra hanno cominciato la loro sequela di lamentazioni, rivolte alle associazioni dei consumatori, le quali stanno raccogliendo centinaia di telefonate e di fax di protesta ogni giorno, legate soprattutto ai rincari trovati, un anno dopo, nelle località di villeggiatura, soprattutto balneari, nei villaggi turistici, nei tour organizzati “tutto incluso“, le cui offerte, servizi e attività di ogni genere sono lievitate fuori misura.

Così, diverse organizzazioni di difesa dei diritti dei consumatori e degli utenti hanno cominciato a denunciare l`aumento indiscriminato dei prezzi di ingresso negli stabilimenti balnerari, del costo degli alberghi, delle pensioni, dei residence e perfino delle più modeste case prese in affitto: 1800 euro contro i 3 milioni dello scorso anno (1550 euro). Un bel salto del 20% in più. Segue l`acquisto dei costumi (100 euro contro i 75 di un anno fa), dei sandali di plasticaccia da scoglio (15 euro contro 9); per non parlare di pinne e occhiali, vendute a prezzi “amatoriali“ nei negozi sportivi. Perfino il cuscinetto galleggiante, che il “vucumprà“ dal sorriso smagliante ti vende arrotondando a 10 euro, quando un anno fa te lo dava per cinque mila lire.

Caro cocomero

E poi i gelati, che costano quasi il doppio (da 1,5 a 2,5 euro il cono piccolo), e l`acqua minerale venduta più cara – secondo il Codacons – se fredda e presa dal bancone frigorifero che a temperatura ambiente presa dallo scaffale. E l`anguria a un euro al chilo, e i pomodori e i meloni e le pesche che ti porti dietro con gran fatica per non morire di caldo e di sete. Tutti lievitati, per l`occasione dello spennamento del turista italico o straniero, almeno del 50%.

«Quest`estate, alla fine, sarà sicuramente molto più cara di quella precedente – conferma Rosario Trefiletti della Federconsumatori -. Sono aumentati tutti i prezzi dei prodotti e dei servizi della stagione e delle ferie collegate». Giudizio con cui concorda anche il presidente dell`Aduc (l`associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) il quale sostiene che «i prezzi sono liberi e vengono liberamente aumentati, anche se in maniera incomprensibile per il consumatore. La responsabilità – afferma Vincenzo Donvito – è per l`80% del changeover con l`euro e per il restante 20% di alcuni avvenimenti come la crisi dell`ortofrutta di inizio anno».

Così i prezzi vanno rincarando un po` dovunque, e provocano l`ira, le denunce sempre più numerose, le lamentele “telematiche“ che le associazioni dei consumatori ricevono ogni giorno a ritmo crescente. E da oggi sarà anche peggio, dato l`annunciato aumento di otto marche di sigarette, come ad esempio le Diana, che passeranno da 2, 18 a 2, 30 euro a pacchetto, con un sovrapprezzo di circa 230 vecchie lire.

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