27 Luglio 2002

Una sola farmacia per i diabetici

Protesta dell`Adms: malati costretti a lunghe trafile per siringhe e strisce per i test

Una sola farmacia per i diabetici





SASSARI. C`è una sofferenza in più che alcune aziende sanitarie locali dell`isola infliggono ai diabetici: quella di dovere ritirare i presidi sanitari nelle loro farmacie, una per ciascuna Azienda sanitaria. Questa, almeno, è la lagnanza che l`Associazione diabete mellito Sardegna (Adms) ha manifestato a diversi livelli senza peraltro trovare soddisfazione.
«Il fatto – spiega il presidente Michele Calvisi – è che simile trattamento viene riservato soltanto a questa categoria di malati, mentre tutti gli altri possono rivolgersi a qualunque farmacia. Può sembrare un trattamento di favore, ma non lasciatevi ingannare. Se fosse possibile scegliersi la malattia, una cosa è certa: meglio escludere il diabete. Intanto perché si tratta di una patologia invadente con complicanze con cui è bene non aver nulla a che fare, poi perché ci si deve scontrare con situazioni risparmiate agli altri malati cronici più fortunati».
Per questo l`Adms, che interpreta il comportamento delle Asl come «una discriminazione», si è vista costretta ad allearsi con il Codacons per difendere «i diritti della categoria». Perché, spiega Calvisi, la percentuale dei diabetici in Sardegna «è la più alta al mondo, mentre si prevede un incremento nei prossimi anni. Purtroppo, non sempre è sufficiente essere numerosi per ottenere un minimo di considerazione. In questo quadro, è facile capire in quali condizioni si trova un diabetico dell`interno della Gallura, del Sassarese o del Nuorese costretto periodicamente a recarsi nel presidio farmaceutico della Asl di riferimento che, tra l`altro, durante l`estate è aperto solo la mattina. Se lavora, poi, deve necessariamente ipotecare mezza giornata tra recarsi in farmacia vicino alla quale non sempre è facile trovare posteggi e attendere il proprio turno davanti allo sportello».
Si calcola che nell`isola esistano centomila diabetici, ciascuno dei quali deve far uso più volte in un giorno di siringhe, strisce per il controllo dell`insulina, aghi e altro con un consumo di miliardi di pezzi l`anno. «Il giro di affari – dice Michele Calvisi – è molto vasto, ma non è evidente, non lo si conosce dal momento che lo gestiscono interamente i responsabili delle farmacie Asl e le case farmaceutiche».
Il sodalizio con il Codacons, che fornirà il patrocinio legale, mira a ottenere risposte a qualche quesito. «Per esempio – precisa l`Adms – quali sono i prezzi pagati con i nostri soldi alle case farmaceutiche per ciascuna confezione? Si spera, inoltre, di capire meglio perché mentre la Asl nº 8 il 1º luglio ha rinnovato l`accordo con la Federfarma valido sino al 2004 per i presìdi reperibili nelle farmacie del suo territorio, le altre aziende sanitarie continuino ad accentrare il servizio».

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