Bloccate quelle linee!
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fonte:
- Il Gazzettino
Messina.
«Il treno è transitato alle 18.58, ero sul marciapiede, i due macchinisti mi hanno salutato sorridendo, ho risposto. Pochi istanti dopo ho ricevuto una telefonata da un cittadino che mi ha detto “ho sentito un botto“». È la testimonianza di Paolo Pino, capostazione di Venetico Marina, l`ultima attraversata dalla “Freccia della Laguna“ prima dell`impatto, raccolta dagli investigatori della polizia ferroviaria. L`uomo, che ha detto di non aver notato alcuna anomalia, ha cercato di avvertire il suo collega di Rometta, Salvatore Feminò, capo della stazione successiva, ma non c`è riuscito. Sono le 18.59 a Rometta, sul quadro dei comandi della stazione inizia a lampeggiare un puntino rosso che segnala problemi sulla tratta. Sul marciapiede ad attendere il treno, Feminò viene investito da una nuvola di polvere. Il disastro è a 200 metri, il capostazione scorge in lontananza i vagoni di traverso sui binari. Istanti terribili che la Procura di Messina sta cercando di ricostruire. Pur cauti nel formulare ipotesi sulle cause della sciagura – nominati i consulenti: Antonio D`Andrea e Gaetano Bosurgi dell`università di Messina, Antonio Risitano dell`università di Catania e Giorgio Diana, del Politecnico di Milano -, i consulenti si stanno concentrando su un giunto della rotaia che non avrebbe retto al passaggio del convoglio. Nel punto di congiunzione della rotaia il giunto, distante un centinaio di metri dai rottami del locomotore, è apparso ai periti aperto, il binario separato, le chiavarde di ferro che chiudono il raccordo danneggiate. È questo, con un sufficiente margine di certezza, il «punto di sormonto» individuato dai periti, in cui il locomotore è schizzato fuori dai binari, proseguendo la sua folle corsa verso la casa cantoniera. «È evidente il punto in cui è deragliato il treno», ha detto ieri ai cronisti a Messina il pm Vito Di Giorgio. Fa eco uno dei consulenti, che preferisce restare anonimo: «La prima chiavarda è buona, la seconda è ammaccata, la terza staccata, la quarta ha un segno di rottura nel punto di tenuta ed è qui che è andato via il treno sul giunto della rotaia di sinistra che non ha retto. Per noi non era adeguato al suo regolare esercizio. Chi lo ha controllato nei giorni scorsi, chi ha fatto i collaudi?».
Davanti a lui il giunto della morte, il punto di congiunzione della rotaia di sinistra, proprio sotto l`ultima delle carrozze della “Freccia della laguna“, un vagone letto. Un giunto che si è allargato sotto le 120 tonnellate della motrice, determinando lo slittamento del convoglio. Sotto la pancia del vagone il binario appare aperto, il giunto dilatato, i perni lesionati, la traversa di legno danneggiata, il brecciolino schizzato fuori. Ma il giunto non è il solo punto su cui si è concentrata l`attenzione dei periti. I consulenti avrebbero trovato una linea ferrata in condizioni precarie, numerose traverse che avrebbero dovuto essere sostituite erano ancora al loro posto, i picchetti di sostegno della massicciata, blocchi di cemento dentro i quali viene murata una rotaia, anima di ferro, rimossi e distesi per terra. «Se qualcuno sfila addirittura a mano i perni e fa vedere che il binario fa schifo – spiega il consulente – ciò testimonia di un percorso dissestato». Resta il “giallo“ di un raccordo controllato solo 20 giorni prima dagli operai di una ditta privata il cui appalto è finito ora sotto i riflettori della magistratura di Messina. È chiaro che a questo punto, anche se nessuno lo conferma, verranno interrogati i responsabili dei lavori di manutenzione, compiuti a più riprese da una ditta di Caserta, e conclusi pochi giorni prima del passaggio della Freccia della laguna.
E mentre sono iniziate le operazioni di rimozione delle tre carrozze di coda della “Freccia della Laguna“ (il Codacons ha chiesto al Governo di «bloccare le linee pericolose»), è arrivato ieri all`ospedale di Messina il padre dei due bambini marocchini feriti nell`incidente ferroviario: Alì Defi impiegato nell`aeroporto di Jedda in Arabia Saudita ha incontrato, accompagnato dal console marocchino, i figli Ola (8 anni) e Abdel Aziz (6) nel reparto di pediatria. I piccoli dovrebbero venir dimessi in questi giorni, e poi ripartiranno col padre, che riporterà a Casablanca delle salme della moglie, del cognato e dei suoceri. E mentre Rometta proclama il lutto cittadino, sono iniziati i primi funerali delle vittime, che verranno celebrati separatamente: ieri a Milazzo una folla ha assistito alla messa funebre per l`impiegato comunale Stefano La Malfa, di 51 anni. Oggi alle 18, si terrà quella del macchinista Saverio Nania, nella frazione di S. Filippo del Mela. Gli altri funerali saranno celebrati oggi a Messina. Ieri, a Rometta, invece c`è stata pure una veglia-preghiera per le otto vittime alla presenza dei sindaci della zona. Sindaci che hanno protestato a lungo dopo l`incidente, chiedendo alla Regione e allo Stato di assumere impegni precisi, soprattutto finanziari, per realizzare il secondo binario sulla tratta. E oggi, al Senato, verrà sentito il ministro Lunardi.
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