«Una rete dell`800». Lunardi: «Speculazioni»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
MESSINA ? Grande lo sgomento, grande la polemica. Il «dopo», come sempre, è fatto di politica, scambi di accuse, interrogazioni a pioggia e ping-pong di rivendicazioni. In prima fila i Verdi e in particolare Pecoraro Scanio che ha avuto uno scambio di dichiarazioni al veleno con il sottosegretario Miccichè a proposito del mancato raddoppio della linea ferroviaria dove è accaduto l`incidente.
«La colpa è dei Verdi»
Miccichè ha dato la colpa proprio ai Verdi ? che ieri sono stati tra i più feroci nell`accusare la politica di investimenti del governo per il Sud ? di aver fatto fallire i progetti fin qui avviati per il raddoppio. Pecoraro Scanio ha accusato il sottosegretario di mentire. Certo è che, in Sicilia, le infrastrutture ferroviarie sono vecchie e insufficienti e ogni opera di ristrutturazione o rifacimento cozza con una morfologia del territorio che non ha uguali. Di qui le polemiche del passato che ieri sono tornate attuali alla luce degli 8 morti e dei quasi 50 feriti di Rometta Marea. Nel dibattito che ha fatto da sfondo alle lacrime dei parenti delle vittime, si sono inseriti i sindacati (Fit Cisl e Orsa si costituiranno parte civile), le organizzazioni dei consumatori (promettono denunce per le FFSS e sollecitano il garante dell`Antitrust a ritirare la pubblicità di Trenitalia), i politici, i sindaci della zona. Tutti hanno detto che tanto era «già tutto previsto», l`incidente era inevitabile visto lo stato delle infrastrutture ferroviarie dell`isola.
E, per un ironico destino, il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro ha rivelato che proprio oggi si sarebbe dovuto annunciare l`avvio dei lavori per il raddoppio della Palermo-Messina. In questo senso è stato già sottoscritto un protocollo quadro tra lo Stato, le Ferrovie e la Regione. Per il finanziamento sarebbero disponibili 48 milioni di euro. Troppo tardi, per quelle otto vittime. Ma sul tavolo c`è anche la questione sicurezza. Dopo Linate e Rometta Marea, Rifondazione accusa il governo di non fare nulla in questo senso e i sindacati ricordano al ministro che gli incontri su questo tema sono fermi da mesi.
Ieri, a Rometta Marea, c`era anche l`arcivescovo di Messina Giovanni Marra a portare la solidarietà della Chiesa. E proprio lui, convinto meridionalista, ha ricordato l`urgenza dei lavori di ristrutturazione della rete. «Non si può fare il ponte sullo Stretto ? ha detto il presule ? lasciando la ferrovia con una monorotaia. Sarebbe un assurdo». Indirettamente gli ha risposto il ministro Lunardi ribadendo la volontà del governo di portare a termine entrambe le opere.
Ma Lunardi è andato anche oltre usando parole dure. «Nessuno si permetta di utilizzare questa tragedia per speculazioni politiche ? ha detto il ministro ? il governo ha dimostrato la massima attenzione per l`ammodernamento di questo tratto ferroviario».
Già al lavoro
Lunardi ha ricordato che si «sta lavorando con nuovi investimenti su tutti i 230 chilometri della Palermo-Messina»: su un tratto di 70 Km il raddoppio è già avvenuto mentre 60 Km sono in corso di realizzazione e altri 80 in fase avanzata di progettazione. «Non è una linea trascurata ma una linea difficile che presenta problemi morfologici». In parallelo, ha ricordato il ministro si sta progettando la linea ad alta velocità Palermo-Catania-Messina.
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