18 Luglio 2002

Siccità, governo all`asciutto

Il ministro Alemanno chiede aiuto alle Regioni. La Basilicata: abbiamo già dato

Siccità, governo all`asciutto


Tremonti non trova i 500 milioni di euro per l`agricoltura


E` durata lo spazio di 24 ore la promessa del governo di destinare 500 milioni di euro agli agricoltori colpiti dalla siccità. L`incontro tra il ministro dell`Economia Giulio Tremonti e il responsabile delle politiche agricole Giovanni Alemanno ha chiarito la situazione e la facile propaganda ha dovuto cedere il posto all`amara verità: quei soldi non ci sono. «Ci sono grosse difficoltà di bilancio», ha riconosciuto Alemanno, senza tuttavia ammettere le proprie responsabilità: «La nostra era una richiesta delle Regioni recepita dal ministero delle Politiche Agricole, non era un impegno di Governo. Io sono convinto – ha aggiunto il ministro – che questo pacchetto si riuscirà a mantenere, magari anche con l`aiuto delle Regioni». Immediata la replica del presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico: «In questo caso dovranno chiamarci, e presenteremo il conto di quanto abbiamo già dato».
Per sapere come andrà a finire, basterà attendere la conferenza stampa che si terrà oggi alle 12 a palazzo Chigi, nel corso della quale il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, affiancato da Tremonti e Alemanno, annuncerà i provvedimenti adottati dal governo per affrontare l`emergenza idrica. Gli abitanti delle zone colpite dalla siccità chiedono ovviamente impegni concreti. Ma difficilmente verranno accontentati: «Il governo è bugiardo e prende in giro gli italiani con una politica di soli annunci», ha spiegato ieri l`ex ministro dell`Ambiente Edo Ronchi, con riferimento ai 4.641 milioni di euro per il piano strutturale da realizzare in cinque anni: «Sono solo previsioni del Cipe – ha spiegato Ronchi – e non fondi immediatamente spendibili. Piuttosto, il governo farebbe bene a dire quanti fondi sono spendibili, questi però subito, nel triennio 2002-2004». Secondo Ronchi, la soluzione è un`altra: «Inserire gli interventi necessari per adeguare la rete idrica italiana nel piano delle grandi opere, mettendo a disposizione un miliardo di euro l`anno».

Analisi condivisa dalle associazioni dei consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. «In Italia – osserva l`Intesa in una nota – oltre il 50% dell`acqua disponibile si disperde nelle condutture. Il 20% degli italiani consuma acqua potabile che non risponde ai requisiti di salubrità stabiliti dall`Organizzazione mondiale della sanità. Il ripristino delle reti idriche fatiscenti rappresenta la vera sfida per portare l`acqua nelle case».

Il governo però sostiene un`altra teoria: la colpa degli sprechi è anche degli italiani, che non sono educati a una cultura del risparmio. Tesi già utilizzata dal premier Silvio Berlusconi a proposito del consumo di farmaci e che adesso trova riscontro nella proposta del ministro dell`Ambiente Altero Matteoli di aumentare il costo dell`acqua potabile. Scuote la testa il segretario dell`Aduc: «Il ministro – replica Primo Mastroianni – non sa che la percentuale di acqua potabile rappresenta solo il 19% di quella disponibile, mentre il 14% è destinata alla produzione di energia, il 19% all`industria e il 48% all`irrigazione». Per l`Aduc nessun utente si diverte a sprecare l`acqua che, oltretutto, paga. «L`attenzione del ministro – insiste Mastroianni – dovrebbe rivolgersi agli enti gestori degli acquedotti, che agiscono in regime di monopolio e che proprio nelle scorse settimane sollecitavano un aumento del prezzo dell`acqua».

Nel frattempo la popolazione del Sud continua a avere sete. Ieri la giunta regionale della Calabria ha approvato una delibera con la quale viene chiesto al governo lo stato di calamità a causa della perdurante siccità. Ancora più grave la situazione in Sicilia, al punto che la procura di Palermo ha deciso di aprire un fascicolo sulla crisi idrica nell`isola e sulle iniziative avviate per fronteggiarla. Le indagini sono coordinate dal procuratore della Repubblica Pietro Grasso e dall`aggiunto Paolo Guido. I magistrati stanno acquisendo informazioni su tutto quello che è stato fatto in seguito alla gestione commissariale portata avanti dal generale Roberto Jucci, al quale è subentrato il presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Il primo colloquio a palazzo di Giustizia si è svolto proprio con Cuffaro, che ieri è rimasto nell`ufficio del procuratore per oltre due ore. Nelle scorse settimane i magistrati avevano delegato i carabinieri ad acquisire tutta la documentazione sulla realizzazione di dighe e condotte idriche. Probabilmente ne vedremo delle belle.


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