14 Luglio 2002

Adusbef: “Ecco come rinegozire mutui agevolati“

Adusbef: “Ecco come rinegozire mutui agevolati“
L`associazione dei consumatori offre suggerimenti per rinegoziare con le banche i mutui agevolati dopo il pronunciamento del Tar del Lazio che ha dato il via libera all`operazione


ROMA – L`associazione dei consumatori Adusbef fornisce preziosi suggerimenti per rinegoziare con le banche i mutui agevolati. In seguito alla bocciatura del Tar del Lazio delle pretese dell`Abi e delle Banche, non intenzionati ad abbassare i tassi d`interesse a quelli di mercato sui mutui agevolati, l`associazione ha dato vita ad una sorta di decalogo per portare a termine l`operazione, partendo, appunto, da un antefatto ben preciso: nel giugno 2000 l`Abi aveva fatto ricorso allo stesso Tribunale Amministrativo contro il regolamento di attuazione del Ministero del Tesoro che autorizzava l`adeguamento dei muti agevolati in base alle norme in materia di usura. Ma il pronunciamento del Tar ha dato ragione ai clienti. Ed ecco come il comunicato emesso da Adusbef descrive la situazione che si era creata: “L`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) aveva calcolato che le banche,così facendo,lucravano ingenti somme, sia dai cittadini mutuatari che dagli enti locali (comuni, province, regioni) quantificate in oltre 1.700 miliardi di vecchie lire l`anno, danneggiando in tal modo gli utenti e le pubbliche finanze, che potevano impiegare i risparmi per attività di pubblico interesse.“


Ora la rinegoziazione prende il via e i clienti delle banche possono far valere i propri diritti. L`oprazione, avverte il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti, prevede la restituzione agli utenti di 2,5 miliardi di euro. Per fare questo gli utenti dovranno presentare una domanda che consentirà l`applicazione di un tasso che terrà conto dei parametri previsti dalla legge sull`usura (la 108 del `96). In questo senso, ricorda Lannutti, la rinegoziazione può essere chiesta una sola volta per ciascun mutuo mediante richiesta degli utenti o degli istituti di credito (ipotesi, questa, giudicata da Lannutti “impossibile“, visto che, sottolinea, “le banche sono aziende private che cercano di massimizzare i lucri“).


Con la domanda la banca è tenuta a rinegoziare il mutuo abbassando il tasso di interesse corrispettivo secondo quanto previsto dalla legge. Per il resto, invece, tutto rimane invariato. Però avverte, Lannutti, bisogna fare attenzione: per ottenere la riduzione del tasso di interesse è necessario essere in regola con le rate del mutuo e i morosi dovranno regolarizzare la loro posizione sino al 9 giugno 2000, data di entrata in vigore del regolamento.

La rinegoziazione costa quanto una commissione non superiore allo 0,50% del capitale residuo alla data dell`1 luglio 1999. Ma il pagamento della commissione non potrà annullare il beneficio che il mutuario deve ottenere dalla riduzione stessa: infatti “se la commissione sarà uguale o addirittura maggiore del beneficio riconducibile alla rinegoziazione, questa resterà a carico dell`Istituto di credito“. Da parte loro i mutuari debbono provare il possesso dei requisiti soggettivi (come ad esempio il reddito) per l`accesso alle agevolazioni. Nel caso in cui non si dovesse “procedere a rinegoziazioni immediate e tempestive“, avverte da ultimo Lannutti, l`Adusbef si riserva di avviare “iniziative conseguenti per difendere i diritti dei cittadini dalla protervia dell`Abi e delle banche“.



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