13 Luglio 2002

Rai, Mediaset e La 7 sotto accusa

Rai, Mediaset e La 7 sotto accusa per «Vinci 3»,
«Chi vuol essere milionario»,
«Sarabanda» e «Call game»



LA vita è tutta un quiz, almeno in televisione. Basta fare un po? di zapping per sognare di diventare milionario o semplicemente per vincere un servizio di tazzine da caffè. Si fa il numero di telefono e si spera di poter partecipare. Tutto regolare? Non sempre, nei passati anni gli scandali non sono mancati. Ora una nuova bufera potrebbe abbattersi sui quiz televisivi. La Procura di Roma ha emesso ieri 14 avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti di Rai, Canale 5, Italia 1 e La7, per aver mandato in onda giochi a premi senza aver richiesto la relativa autorizzazione ministeriale. Tra gli indagati, un conduttore, Enrico Papi, per aver ideato un meccanismo di selezione telefonica che, per gli inquirenti, era una trappola. Sotto accusa i programmi «Vinci3» in onda su Raiuno durante Domenica In; «Chi vuol essere milionario», su Canale 5; «Sarabanda», programma di Italia 1, e «Call game», in onda su La7.
L`inchiesta portata avanti dal sostituto procuratore romano, Pierfilippo Laviani, è cominciata lo scorso novembre e le indagini, affidate alla squadra Tlc della polizia postale e delle comunicazioni del Lazio, non sono ancora concluse. A farla partire, una segnalazione dell?Authority (fatta in base ad una denuncia del Codacons) sul gioco «Call game». Questo è stato il primo gioco e la polizia postale ha deciso di allargare l?indagine anche alle altre emittenti. E scavando scavando si è arrivati ai 14 avvisi di garanzia che coinvolgono i dirigenti delle diverse emittenti e delle società Mediagames srl e Aran Endemol spa, organizzatrici e commercializzatrici dei giochi in questione.
Avvisi di garanzia del tutto inaspettati. La Rai ha respinto le accuse al mittente. L?ufficio legale del servizio pubblico ha spiegato che per «Vinci3», non era necessaria alcuna richiesta di autorizzazione. Sereni rispetto alle accuse. Si è mostrato tale lo stesso presidente Antonio Baldassarre. Anche sull?altro versante, quello di Mediaset, si sono mostrati fiduciosi. Stesso atteggiamento dalla Seat, proprietaria di La7. Si è difesa con ironia una delle società messe in discussione, la Endemol: «In Italia accade sempre più spesso che comportamenti ritenuti leciti diventano illeciti grazie ad esasperate interpretazioni di normative preesistenti. NOi abbiamo chiesto tutte le autorizzazioni».
La polizia postale ha anche accertato l?elevato costo delle telefonate a carico dei concorrenti. Proprio grazie alle telefonate saliva il valore dei montepremi. Un comportamento lecito, spiegano alla polizia postale, ma certo discutibile.
I conduttori si difendono. Carlo Conti, l?ultimo conduttore di Domenica in, ha ricordato che per le telefonate i costi erano dichiarati. Enrico Papi, ha spiegato che è tutto «un malinteso».
La passione per i quiz a premi, portati in Tv da Renzo Arbore, viene a volta trasformata dagli utenti in un vero e proprio mestiere. A Pescara è nata la prima associazione di quizzisti (vanta 436 iscritti), «Araba fenice», presieduta da un ex giocatrice, Marcella Taralli, che ha incassato, in dieci anni, 200 mila euro, vinto 12 viaggi in giro per il mondo, 17 telefonini, 12 televisori, una roulotte e un?automobile. Il tutto con molta pazienza e tanta fortuna.

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