ALTRA «MOSSA» DOPO LO SCIOPERO DELLA SPESA
-
fonte:
- Il Mattino
Sono passati appena due giorni dallo sciopero della spesa, che le associazioni a difesa dei consumatori già pensano a una manifestazione più eclatante. Si era già parlato di eventuale boicottaggio nei confronti di quel prodotto che aveva fatto registrare aumenti di prezzo più elevati rispetto ad altri, contribuendo all?innalzamento del tasso dell?inflazione. La data è ancora da stabilre, ma già si conosce il prodotto da boicottare: la benzina.
«Sappiamo che per tutti gli italiani la benzina è indispensabile – spiega Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef – ma noi vogliamo colpire chi poteva far risparmiare i consumatori e non l?ha fatto. L?Eni, per esempio, non ha abbassato il costo della benzina, mantenedolo 220 lire in più al litro, che per un automobilista significa circa 7 euro a pieno, quasi 14 mila vecchie lire. Il petrolio si paga in dollari, l?euro sì è avvicinato moltissimo alla parità, mantenendo una media al cambio di 98 centesimi, ma i petrolieri italiani non hanno affatto abbassato i prezzi delle benzine, pur risparmiando il 15% circa».
Dunque, i consumatori tornano all?attacco, dopo aver costituito l?Intesa tra le varie associazioni di categoria, pronta a dar fuoco alle polveri della protesta che viene dal basso, quella delle famiglie che vivono di stipendio, quelle che centellinano fino all?ultimo centesimo di euro, stringendo la cinghia finché si può, per evitare il tracollo.
«Ringraziamo tutti i cittadini per aver contribuito al successo dello sciopero della spesa – dice ancora Lannutti – i giornali e i mass media che hanno dato vopce al popolo dei consumatori. E vogliamo dire a tutti coloro che finora ci hanno snobbati di mettersi bene in testa che esiste un movimento finalmente cosciente delle proprie possibilità».
750 euro all?anno per il caro-euro – Gli euro-rincari pesano per 749 euro sul bilancio di una famiglia che spende 26.400 euro all`anno, circa 50 milioni di vecchie lire. Lo afferma l`Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) che proprio contro il caro prezzi da introduzione della moneta unica ha organizzato il primo «sciopero della spesa» al quale, secondo le associazioni promotrici, hanno aderito circa 10 milioni di italiani.
«L`Intesa dei consumatori – afferma una nota delle organizzazioni di tutela del consumo – stigmatizza gli aumenti ed arrotondamenti indiscriminati che ci sono stati in tutti i settori (dal commercio alla grande distribuzione, dai servizi bancari a quelli assicurativi).
In particolare, il mancato ritorno ai consumatori del rafforzamento dell`euro sul dollaro, dato che la riduzione del prezzo di un litro di benzina è stata di circa 100 lire al litro dal giugno 2001 al giugno 2002, invece di 270 lire (+50 lire del bonus fiscale) che ci dovrebbe essere dal rafforzamento del 15,2 per cento dell`euro sulla moneta statunitense, con una sostanziale parità (24 dollari) del costo del barile».Secondo l`Intesa dunque «è vergognoso che monopoli, oligopoli e grandi cartelli facciano pagare ai consumatori due volte il caro prezzi, sia quando il dollaro è forte, con aumenti repentini di materie prime regolate con il biglietto verde, che quando invece è debole e ci dovrebbero essere diminuzioni sostanziose e non assolutamente provocatorie come quelle dell?ordine di appena 0,001-0,002 euro per un litro di benzina».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- EURO
