5 Luglio 2002

«Troppo cara l?energia in Italia»

«Troppo cara l?energia in Italia»


Se siamo andati fuori dal Mondiale, anche per colpa degli arbitri, in testa alla classifica in Europa ci siamo per meriti propri. Senza aiuti. Ma purtroppo, non è di calcio che stiamo parlando, bensì di tariffe elettriche e del gas. Insomma, quanto a bollette non siamo secondi a nessuno, almeno nel Vecchio Continente.
I prezzi dell`energia elettrica e del gas «sono più elevati in Italia rispetto alla generalità degli altri Stati membri dell`Unione Europea», anche se «si può notare che la distanza ha cominciato a ridursi»: a confermare questo triste primato è il presidente dell`Autorità per l`energia, Pippo Ranci (foto in basso), nella relazione annuale.
L`Autorità intende comunque seguire «le indicazioni di politica sociale che verranno date dal governo» con l`introduzione dal 2003 in tema di tariffa elettrica di «un regime di particolare protezione per i clienti in stato di disagio economico, per il quale è in avvio una consultazione».
Nel 2001 le tariffe dell`energia elettrica per i clienti domestici sono lievemente aumentate nella media europea, ma diminuite in Italia. Le tariffe del gas per le utenze domestiche sono risultate in aumento ovunque, ma in Italia meno che nella media europea. È stato determinante l`effetto della regolazione, e in particolare il meccanismo di indicizzazione ai prezzi internazionali del petrolio e dei suoi derivati, che garantisce le imprese, ma al tempo stesso limita nell`importo e distribuisce nel tempo il trasferimento delle variazioni dei prezzi internazionali.
Le utenze domestiche, in sostanza le famiglie italiane, pagano una media di 13,4 centesimi di euro al chilowattora, il 17,5% in più rispetto alla media europea di 11,4 centesimi di euro al kWh. Il caro-bolletta, secondo una tabella diffusa dall`Autorità, ci porta al livello più alto in Europa per le utenze domestiche a pari merito con la Germania per quanto riguarda i prezzi. A consolare gli utenti italiani il trend discendente della bolletta: in dodici mesi è calata del 2,8% mentre è salita dello 0,3% in Germania. Anche in Lussemburgo e Svezia, paesi dove l`elettricità costa quasi come in Italia rispettivamente 13,3 e 12,8 centesimi al kwh, nell`ultimo anno si è avuta una forte crescita dei prezzi (+3,5 e +26,1%).
La relazione dell`Authority per l`energia «ha confermato la lentezza esasperante nei processi di liberalizzazione ed un sistema di prezzi e tariffe, ben superiori del 30% alle medie Ue, con il conseguente rastrellamento di migliaia di miliardi di lire annui dalle tasche dei consumatori alle casse dei grandi monopoli ed oligopoli quali Enel, Snam, Eni eccetera». È quanto sottolineano Federconsumatori e Adusbef, definendo «apprezzabile» la relazione del presidente Ranci.
Le associazioni puntano così il dito «contro una attività di governo, sedicente liberista, che non solo si caratterizza per un pervicace immobilismo ma sembra stia addirittura mettendo il bastone tra le ruote ai processi di liberalizzazione già avviati dai precedenti governi, per creare un mercato competitivo, tariffe più trasparenti e convenienti di quelle praticate fino ad oggi». Adusbef e Federconsumatori si attendevano più attenzione sulla questione della doppia tassazione del gas, dal 10% sui consumi domestici al 20% per il riscaldamento».
Lo sciopero della spesa – Un sit-in davanti alla sede dell`Istat è stato organizzato per oggi dalle associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) per protestare contro il forte aumento dei prezzi di questi mesi. Le associazioni chiedono all`Istat di adeguare le proprie rilevazioni fornendo diversi panieri per le varie tipologie di famiglie e consumatori e di introdurre voci di spesa mancanti. Se tutti i consumatori aderissero alla giornata di «sciopero della spesa» – osservano in una nota Unione nazionale consumatori, Lega consumatori Acli e Adiconsum – procurerebbero ai commercianti un danno teorico di 700 milioni di euro. Unc e Adiconsum invitano a boicottare tutti quegli operatori che hanno approfittato del passaggio all`euro per aumentare prezzi e tariffe in modo ingiustificato.

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