5 Luglio 2002

Tartassate dalle tariffe più care d`Europa



Tartassate dalle tariffe più care d`Europa, danneggiate dall`introduzione della moneta unica, beffate dall`Istat, che non ha registrato gli aumenti dei prezzi. Per le famiglie italiane, soprattutto quelle a reddito fisso, arrivare alla fine del mese è diventata una “missione impossibile“, con buona pace del ministro Tremonti e del miracolo economico “alle porte“ da lui annunciato in campagna elettorale. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte e così in questa fase il governo, oltre che con gli scioperi della Cgil, deve fare i conti anche con la protesta delle associazioni dei consumatori, che oggi si riuniranno in un sit-in sotto la sede dell`Istat a Roma per la giornata di “sciopero dei consumatori e della spesa“. La proposta di Adiconsum, Acli, Unc e Lega consumatori è di boicottare tutti quei negozi che nel passaggio all`euro hanno aumentato i prezzi in modo ingiustificato. Se tutti i consumatori aderissero, osservano le associazioni, il danno teorico per i commercianti sarebbe di 700 milioni di euro.
Ma il governo nega che gli aumenti ci siano stati. Eppure ieri il presidente dell`Authority per l`energia Pippo Ranci ha riconosciuto che le tariffe elettriche per le famiglie italiane «sono ancora al livello massimo in Europa» e superano di quasi il 20% la media. Rincari pesanti si sono registrati anche su una voce importante come la Rc auto e moto che, secondo “Altroconsumo“, pesa sulle famiglie sette volte di più rispetto al dato dell`Istat. Le periodiche rilevazioni dell`istituto di statistica vengono contestate anche da Codacons e Adusbef, a detta dei quali sono stati misteriosamente eliminati dal “paniere“ alcuni beni il cui prezzo è in continua ascesa (rasoi elettrici, lastra al torace, cappelli da uomo, cognac) mentre sono stati inseriti beni il cui prezzo diminuisce (occhiali da sole, salmone fresco, certificati anagrafici, patatine fritte). Incongruenze che hanno spinto le principali associazioni dei consumatori a costituire, assieme all`Eurispes, un ulteriore “Osservatorio prezzi“, alternativo a quello ufficiale, sulla base di un “paniere articolato“ sulle diverse tipologie di spesa (alimentazione, tariffe e servizi, tempo libero, sanità, beni di lunga durata, banche e assicurazioni).

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