Caro-euro, il giorno della protesta
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fonte:
- Libertà
Caro-euro, il giorno della protesta
Oggi i piacentini sono invitati a non fare acquisti
Consumatori italiani come quelli tedeschi. Sulla scia del primo sciopero nazionale della spesa in Germania, oggi Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori invitano i consumatori a non entrare nei negozi. I dati sugli aumenti dei prezzi che giungono alle associazioni dei consumatori sarebbero in contrasto con quelli forniti dall`Istat, che cerca di porre un freno alle polemiche, affermando un calo dell`inflazione: «Abbiamo indetto lo sciopero – precisa Angela Cordani della Federconsumatori – per protestare contro il caro-euro, gli arrotondamenti selvaggi e gli aumenti dei prezzi che sono conseguiti all`introduzione della nuova moneta e che stanno svuotando le tasche dei consumatori. Nonostante l`Istat affermi che gli incrementi sono minimi, riceviamo continue lamentele da parte degli acquirenti circa aumenti, anche sostanziosi, dei prezzi di tutti i beni». A complicare le cose, la mancanza di dimestichezza dei consumatori con la nuova moneta: «Con l`utilizzo dell`euro si hanno due tipi di effetto: quello ?ricchezza? e quello ?povertà?. Nel primo caso, si è portati a spendere molto di più di quanto si creda: non sono pochi gli acquirenti che comprando un oggetto a 10 euro, credono mentalmente di avere speso 10mila lire… Nel secondo caso, invece, si ha la sensazione di avere pochi soldi e si è portati a spendere meno». Questione psicologica a parte, gli aumenti della merce sono effettivi: «Dopo aver fatto rivelazioni oggettive nei mercati – sottolinea Angela Cordani – dove la frutta è aumentata del 90 per cento, i prodotti precedentemente venduti a 1.000 lire ora costano 1 euro e quelli di 5.000 lire, ora sono a 5 euro». Secondo l`Istat, i rincari che si sono registrati negli ultimi mesi sono quelli naturali che si verificano ogni volta che termina il periodo dei saldi. «Questa è una sciocchezza. I saldi sono finiti a febbraio, ora siamo a luglio e stanno per ricominciare. Se è per questo, si sostiene anche che gli aumenti dei prezzi di frutta e verdura dipendono solo dalle condizioni più o meno favorevoli del clima. Durante l`ondata di gelo, i prezzi erano diventati insostenibili: ma, ad aumentare, è stato anche il costo dei prodotti delle serre. E non credo che, in questi casi, il tempo possa influire in qualche modo sulla coltivazione…». L`Intesa delle associazioni dei consumatori prevede – nonostante le oggettive difficoltà di attuazione pratica della protesta – un`adesione a livello nazionale del 20 per cento: «Se le previsioni verranno rispettate – conclude Angela Cordani – si provocherebbe un danno per il commercio nazionale pari a 30 milioni di euro, una cifra infinitamente inferiore rispetto al danno economico che commercianti, enti pubblici e privati e Governo hanno arrecato ai consumatori, approfittando dell`introduzione dell`euro». L`Adiconsum e l`Unione Nazionale dei Consumatori hanno preparato, intanto, un decalogo sui diritti del consumatore, da tenere presente in ogni circostanza. Tra questi che, in tutti i casi, fa fede soltanto il prezzo esposto, anche se per errore non è stato aggiornato; nei bar, se non è esposto il prezzo delle consumazioni ai tavoli, il consumatore ha diritto di pagare quello corrispondente alle consumazioni al banco; il prezzo esposto deve essere ?al chilo? per la merce sfusa; il responsabile del prodotto difettoso è sempre il venditore, che ha l`obbligo di sostituirlo. Sabrina Coronella
E` il giorno della verità. Oggi si saprà se i piacentini hanno aderito all`iniziativa promossa da quattro associazioni di consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) di una giornata nazionale di sciopero della spesa: niente acquisti di generi alimentari, ma neppure sigarette, caffé al bar o cene al ristorante. Le associazioni dei consumatori, dunque, invitano i piacentini a disertare i negozi contro gli «arrotondamenti selvaggi» che si sarebbero verificati durante il passaggio dalla vecchia moneta all`euro. La Confesercenti risponde chiedendo ai piacentini di non partecipare ad un`iniziativa che non avrebbe alcuna ragione di esistere: secondo l`associazione dei commercianti, infatti, gli aumenti dei prezzi non sarebbero stati così eclatanti.
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