E i maturandi romani vincono la “prova quiz“
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fonte:
- la Repubblica
E i maturandi romani vincono la “prova quiz“
Liceo Tasso, ore 12 di ieri, terza prova esame di maturità 2002. Marta Poscetti ha preso il motorino ed è arrivata qui dal suo liceo, il Gaio Lucilio di San Lorenzo. Ha appuntamento con degli amici, chi finiva prima avrebbe aspettato gli altri. Marta si appoggia ad una macchina, accende una sigaretta e parla: «E` andata meglio di quanto pensassi, tutto sommato e comunque mi sono levata il peso degli scritti». Ha risposto a quiz sul congresso di Mosca, sul futurismo, sul primo teorema del rettangolo, su Aristofane e Stevenson. Poi arrivano Lupo e Filippo, entrambi hanno sostenuto l`esame da privatista. Fuori dalle porte del classico di via Sicilia si forma una specie di sezione esterna fatta di ex compagni di quella scuola ora sparpagliati in altri licei della città. Lupo Oddi Baglioni arriva dal Manara: «È andata male… la domanda di fisica, quella, l`ho lasciata proprio in bianco. E che ne so io del grafico puntiforme di un campo magnetico?». Stessa cosa per Filippo Santececca, studente Cepu «come Bobo Vieri». Otto milioni per prepararsi all`esame da privatista, al Kant. Com`è andata? «Bene». Le domande, difficili? «E chi se le ricorda!». Risate, progetti per le vacanze «un viaggio on the road in Andalusia».
La tensione, per ora sembra sparita. Esce Giulia Calamante, classe III I, è quasi l`una e mezza. Precisa, sintetica: «Due domande per materia di circa otto righe l`una. Da noi sono uscite greco, inglese, educazione fisica, fisica e storia». Problemi? «Certo, le fibre bianche hanno creato un po` di scompiglio in classe. Poi abbiamo scoperto tutti insieme che servono per regolare la contrazione dei muscoli. Questa era la domanda di educazione fisica…» Le altre? «Le figure di Medea e Polifemo, il modernismo e Joyce, il principio termodinamico e la legge della rifrazione, l`interventismo nel 191415 e Hitler dal complotto di Monaco alla seconda guerra mondiale… Ma erano tutte domande a cui si poteva arrivare per deduzione».
Dal Righi, lo scientifico di via Boncompagni, arriva un allarme: una ragazza ha avuto un malore per via del caldo e ora i professori stanno scrivendo una lettera di protesta per segnalare le condizioni impossibili in cui gli studenti hanno sostenuto l`esame. Fuori dal Virgilio c`è Lorenzo Borghese, che è soddisfatto della risposta che ha dato alla domanda di inglese: «In dieci righe comparare la traduzione dall`americano di John Fante da parte di Vittorini, nel 41 sotto il fascismo e di Corsi, nel 95. Ma anche quella di filosofia non era male: il lavoro secondo Hegel e secondo Marx».
Aria tesa al Visconti dove i ragazzi sono usciti con le facce scure «è andata male – dicono Camilla e Daria Capotorto, cugine nella stessa sezione del classico di piazza del Collegio Romano – le domande erano difficili ma soprattutto i professori hanno avuto un atteggiamento troppo formale, che ci ha fatto sentire a disagio». Rincara la dose la professoressa di educazione fisica Lucia Giansi «Dei gendarmi, ecco cosa sono stati i miei colleghi. E poi si lamentano che in questa scuola ci sono i voti più bassi di tutta la città». E gli altri: «Non ci hanno fatto alzare nemmeno per andare al bagno, non potevamo voltare la testa. Sono stati molto più severi che gli altri giorni». E` andata meglio allo scientifico Cavour dove in tre quarti d`ora la classe di Michele Mennielli, la V D, ha risposto a 30 quiz ed è passata la paura. Al linguistico Kant Christian racconta che «nel nostro liceo siamo tutti dalla stessa parte, prof e studenti, quindi la tensione addosso non l`avevamo, se non si poteva copiare, parlare era concesso, con moderazione. Mattia Stella, del tecnico Europa a villa Gordiani ammette che «le domande erano perfettamente tarate sugli argomenti trattati nelle ultime esercitazioni. D`altra parte la dignità dell`esame di Stato l`ha tolta la Moratti, gli insegnanti tentano di mantenere un tono formale, ma sappiamo bene che è stato tutto una finta». O tutto da rifare: alcune commissioni avrebbero anticipato agli studenti i test e la procura di Roma ha aperto un`inchiesta a proposito della “fuga“ delle tracce delle prove scritte in cui il Codacons si è costituito parte civile.
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