Ecco il cibo sicuro
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fonte:
- la Repubblica
ecco il cibo sicuro
Consumatori: scarso il coordinamento tra enti preposti alla sicurezza
Non è solo una questione di diritti, la tutela della salute dei cittadini è anche un dovere. Una battaglia che si ripete giornalmente, come accade ad alcune associazioni nate a difesa dei consumatori, che, sempre più spesso, sono chiamate in causa su questioni legate all?alimentazione e farmaci.
«Nel campo delle frodi alimentari però», spiega l?avvocato del Codacons, Simona Putzu, «non esiste più una responsabilità penale. Significa che, oggi, un?azienda che immette sul mercato prodotti alterati non, è punita penalmente, ma sanzionata solo amministrativamente. Per applicare il codice penale bisogna dimostrare che i beni contraffatti sono nocivi alla salute della collettività. In Parlamento sono in discussione alcuni disegni di legge che reintroducono la responsabilità penale derivante da frode alimentare. Inoltre, in attesa che l?Autorità alimentare europea, da poco istituita, entri in funzione, all?Ue è stato approvato, in consiglio, un regolamento che disciplina il controllo degli alimenti ed eventuali inadempienze da parte degli stati membri».
Un altro problema, oltre alla carenza legislativa, è quello della rintracciabilità del prodotto che arriva sulle nostre tavole. Per Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, un passo in avanti potrebbe essere l?introduzione di una sorta di pedigree dei prodotti: «È importante sapere qual è stato il percorso produttivo degli alimenti. Non basta accertare che un determinato negozio segua le regole igienicosanitarie, ma bisogna avere anche altre informazioni. Per esempio, non è sufficiente dire che un determinato olio è stato prodotto sulle colline toscane, è giusto che il consumatore sappia con quali tipi di olive, coltivate dove e in che modo. All?osservatorio del ministero delle Politiche agricole stiamo discutendo proprio di questo, dell?etichettatura dei prodotti».
Se è vero che inganni e raggiri in campo alimentare, sono tra le preoccupazioni maggiori dei cittadini, anche la paura dei farmaci (scaduti e non) fa scattare telefonate, email, lettere da parte dei cittadini alle associazioni per la tutela dei consumatori.
«Ogni giorno», spiega Vincenzo Dona, presidente dell?Unione Nazionale Consumatori, «riceviamo, in media, 300 messaggi di posta elettronica, decine di telefonate e lettere. Ci chiedono informazioni sugli additivi, sull?etichettatura dei prodotti. Il lavoro dei Nas è ottimo, sono dei buoni alleati dei consumatori, hanno laboratori all?avanguardia, ma non basta, non esiste un coordinamento tra le strutture e questo rende più dispersivo e meno efficace l?intervento. Manca ancora tantissimo perché si possa stare tranquilli».
Anche Codacons, Federconsumatori e Adiconsum, elogiano l?attività dei Nas, ma tutti battono sullo stesso tasto: la necessità di un maggiore coordinamento tra le strutture competenti. Rosario Trefiletti, segretario della Federconsumatori spiega: «Nell?ambito dei controlli dell?intera filiera agroalimetare, c?è bisogno di una maggiore operatività e di scambio di un maggiore scambio di informazioni. Gli esempi recenti che vanno dalle farine animali, all?utilizzo di olio di semi per la produzione di quello extravergine, dimostrano che c?è bisogno di maggiore incisività nei controlli per fornire ai consumatori più informazioni e, quindi, tutelarli meglio».
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