16 Giugno 2002

Ospedale: Annese non ci sta

ceglie messapica

Sarà presto convocata una seduta monotematica per discutere sul problema sanitario

Ospedale: Annese non ci sta

All`incontro non hanno partecipato Lagravinese e Mazzaracchio




CEGLIE MESSAPICA «Adesso non ci stiamo più ad assistere inermi al continuo smantellamento dei servizi e vogliamo sapere di che morte moriremo». Può essere così sintetizzato il dibattito promosso dal Comitato cittadino per la salvaguardia dell`ospedale cegliese, allertato all`indomani dell`ennesimo incarico ad interim (da Ceglie verso Francavilla in particolare) che ha menomato un ulteriore servizio dopo la vicenda «Pediatria» e «Ostetricia».
Al convegno erano stati invitati tutti, dal sindaco Mario Annese agli amminsitratori dell`Asl, all`assessore regionale Mazzaracchio, ai coniglieri regionali, ai parlamentari della Circoscrizione.
Presenti il sindaco Mario Annese, la sen. Rosa Stanisci, il consigliere regioanle Giuseppe Marinotti, i consiglieri provinciali Paolo Urso e Francesco Locorotondo, i rappresentanti delle forze politiche. Assenti giustificati il sen. Pino Specchia e il consigliere regionale Carmine Di Pietrangelo. L`assenza di chi invece era particolarmente atteso (Mazzaracchio e Lagravinese, fra tutti) è stata particolarmente sottolineata dal presidente del Comitato Cataldo Rodio che, nella sua relazione introduttiva, ha portato all`attenzione i dati dei provvedimenti adottati a svantaggio del presidio, con personale medico e paramedico trasferito e sostituito con incarichi provvisori o per niente ripristinati. Aggiungendo che «è da marzo che abbiamo inoltrato formale richiesta per avere visione del rendiconto, della pianta organica e delle attrezzature fatte arrivare ai vari presidi ospedalieri».
«Lassenza di risposte – ha sottolineato Rodio – la dice lunga sulla considerazione che si ha del nostro nosocomio». Si è aperto il dibattito con Nicola Trinchera, consigliere comunale di Rifondazione, che non ha potuto tacere sulle responsabilità. «Il piano di riordino – ha affermato – è pronto, ma è tenuto nascosto in qualche cassesso a Bari». Trinchera ha poi ribadito l`indispensabilità di mettere attorno ad uno stesso tavolo i rappresentanti dei tre Comuni interessati (Ceglie, Ostuni e Francavilla Fontana) e la Regione Puglia.
Il consigliere regionale Marinotti, dal canto suo ha voluto rasserenare un pò tutti quanti affermando che «L`ospedale non verrà ami chiuso» e che ci sono certi parametri dei quali bisogna pur tener conto. La sen. Stanisci ha voluto essere propositiva dicendosi pronta ad affiancarsi nella battaglia per il riconsocimento e la salvaguardia del diritto alla salute dei cittadini.
Anche gli altri interventi sono stati tutti dello stesso tenore, tesi ad invertire la tendenza e mettere sullo stesso piano i tre ospedali interessati nella vicenda, appunto Ceglie, Francavilla Fontana ed Ostuni (Mita, Vitale,Amico, dott. Federico). Il responsabile della locale Codacons, Gaetano Suma, ha parlato poi degli interventi effettuati come quello che metteva in ecidenza le difficoltà inerenti il presidio di Francavilla a contatto con gli «odori» del Canale Reale, lì a pochi passi. Quindi l`atteso intervento del sindaco Mario Annese che non ha potuto non riconoscere come nei confronti dell`ospedale cegliese ci sia stato un continuo e quasi silenzioso stillicidio e che dopo aver appreso della collocazione ad interim del primario di Ortopedia, dott. Pennetta, che andrà anche a coprire il servizio presso il presidio di Francavilla Fontana, si è recato immediatamente da Lagravinese. Annese ha sottolineato che è stato «costretto» a tre ore di colloquio e alla minaccia di non andar via se non prima fosse stato adottato analogo provvedimento per il primario del reparto di Ostetricia di Ceglie, dove da due mesi è assente per malattia il primario dott. Di Punzio.
«Da lunedì (domani ndr) – ha detto Annese – a Ceglie verrà il dott. Potì; non è molto, ma almeno tentiamo di far invertire la tendenza». Annese si è detto pronto ad intrapredere ogni iniziativa utile a salvaguardare una struttura che, nonostante le difficoltà, è ancora da esempio per la professionalità e l`impegno di tutti quanti. Ha infine accolto il suggerimento di tenere un Consiglio comunale monotematico con la presenza dell`assessore regionale e del direttore dell`Asl, «Non appena ci sarà la proclamazione degli eletti», e di recarsi in delegazione a Bari per sapere, «Prima dell`emanazione del piano di riordino, di che morte dobbiamo morire», ha detto provocatoriamente. Insomma, pare proprio che per Ceglie si sia davvero invertita la tendenza e che in un discorso di riordino l`ospedale cegliese non sarà penalizzato.



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