Farmacie in sciopero, ricorso al giudice
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fonte:
- Il Mattino
È l?ultimo giorno utile per chi ha la prescrizione del medico di famiglia e vuole ritirare gratuitamente i farmaci di cui ha bisogno. Da domani le 308 farmacie di Napoli e provincia entrano in sciopero. Vale a dire: passano all?assistenza indiretta assicurando medicinali solo a chi li paga. Regione e Asl non hanno onorato otto mesi di rimborsi arretrati, ma l?assessore regionale alla Sanità ha convocato ugualmente per domani mattina i dirigenti di Federfarma in Regione. Lo sciopero, al momento, è confermato fra mille tensioni e polemiche.
Stavolta scendono in campo i rappresentanti dei cittadini, le categorie che rappresentano gli utenti. Lunga e garbata la lettera che Alfredo Capasso, il presidente dell?Acusp – l?associazione contribuenti e utenti dei servizi pubblici – ha inviato al Presidente della Repubblica. Un estremo tentativo per arrivare a una mediazione che al momento sembra difficile, se non irrealizzabile. «Signor Presidente, da lunedì 17 giugno fino al 31 agosto, i farmacisti di Napoli e provincia passeranno all?assistenza indiretta, cioè sciopereranno per un periodo lunghissimo, durante l?estate con un numero minimo di farmacie aperte e senza nessuna farmacia comunale a Napoli. Le uniche due farmacie comunali: una a Pozzuoli e l?altra a Pomigliano non basteranno a soddisfare le domanda degli utenti. Anzi, Le anticipo – ricorda Capasso – che come registrato in altre occasioni, le due farmacie saranno prese d?assalto e ci sarà pericolo per l?incolumità dei cittadini. Lo sciopero dei farmacisti è stato dichiarato illegittimo dalla Commissione di Garanzia, sollecitata a intervenire dal sottoscritto in qualità di presidente dell?Acusp, per l?abnorme durata e per il periodo estivo che in tutti gli altri settori, ad esempio trasporti, prevede la px sindacale. Niente, i farmacisti non vogliono sentire ragioni e confermano lo sciopero di 75 giorni. Chiedo – conclude Capasso – il Suo autorevolissimo intervento».
Utenti sul piede di guerra, e stavolta compatti contro la Regione. L?avvocato Angelo Pisani, dell?associazione difensore del cittadino e del malato, giudica addirittura incostituzionale il comportamento tenuto dalla Giunta regionale nei confronti dell?organizzazione sanitaria. «È uno dei motivi per cui dovrebbe essere sciolto in Consiglio – dice Pisani, che ha il dovere, in base all?articolo 32 della Costituzione, di controllare il diritto alla salute, che in Campania è totalmente leso».
Giuseppe Ursini, vicepresidente nazionale del Codacons, ha organizzato una sorta di linea diretta (dalle 16,30 alle 19,30 al numero di telefono 551.22.33) e ha pronti i moduli per le richieste di rimborso, da chiedere all?Assessorato alla Sanità e al Distretto territoriale della propria Asl, per i costi anche minimi sostenuti per l?acquisto di medicinali. Dieci giorni d?attesa. Poi il Codacons mette gratuitamente i suoi legali a disposizione dei cittadini per la presentazione di decreti ingiuntivi o per presentare istanza di rimborso – se l?importo non supera i 125 euro – al giudice di pace. Ma finora, in occasione degli scioperi, Regione e Asl non hanno mai rimborsato gli utenti.
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